art 9*

Non ci vuole niente a distruggere la bellezza.

La distruzione di una cultura procede per piccoli passi. Cento, più o meno. Nessuno usa più le frecce in macchina, per esempio. Si cambia direzione e non si segnala più alcuna intenzione. Vedi la gente andare dritta e poi, a un tratto, svoltare improvvisa l’importante è andare, passare prima, seguire la propria strada. Una scorciatoia anche meglio.

Eppure è obbligatorio. Eppure è importante indicare la propria direzione, avvisare, dichiarare il proprio orizzonte. In auto e nella vita. È importante per chi ci segue, non importa da quanto. Importante per chi, per caso o per calcolo, ci viene in qualche modo incontro. E al prezzo di un paio di secondi ci guadagneremmo un sorriso e una vita migliore.

Il mondo è pieno di chi non mette la freccia e i propri occhi li spreca, di mercanti di qualsiasi usato, di spalle strette e di caviglie gonfie. Di mancanza di rispetto, in ogni senso possibile. È un posto inestetico, quel che rimane del mondo, fatto di speranze interrotte e racconti impossibili.

‘Quanto freddo avrò dopo tutto questo sole?’ si chiese Albrecht Dürer nel 1507 tornando in Germania dopo un viaggio in Italia. ‘Qui sono un signore, in patria un parassita’. Ci si abitua alla bellezza e la bellezza è contagiosa.

È da lì che scende giù tutto il resto.

La si trova dove sappiamo ancora scavare, in un attimo che speriamo o in un ricordo consumato, su un muro. In luoghi inaspettati che aspettano solo un po’ di curiosità. Negli occhi. Dietro di loro, spesso. E ci si disabitua presto, Per questo il bello va insegnato e non importa l’età né di chi insegna né di chi impara. La bellezza va trasmessa, coltivata, bevuta.

Bisognerebbe ricordare alla gente cos’è la bellezza. Imparare a riconoscerla, a difenderla.

Chi capisce la bellezza deve usala come un’arma di costruzione di massa. Raccontarla agli altri e viverla insieme. Tutti quanti e in ogni momento. Urlare il coraggio, saltare, indignarsi e poi svoltare senza tagliare la strada, cambiare rotta e qualche volta anche idea e agire perché neanche mettere la freccia è sufficiente. Neanche indignarsi può bastare.

Occorre fare. Svoltare, cambiare, agire. Conoscere gli obblighi e rispettarli. Conoscere i propri diritti, finalmente. Perché la bellezza non nasce dal caso ma dall’estro e dalla regola come le macchine di Leonardo, dall’accordo tra le discipline quando sono ordinate da una visione come gli strumenti di un’orchestra all’orecchio di un direttore capace, dal mischiarsi delle idee e delle conoscenze di chi è curioso.

Dall’unione di professionisti che con passione e competenza cercano le possibili soluzioni, perché no.

 

 

* La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione

up up up Niente sarà più come prima
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