“School bonus”: credito d’imposta per erogazioni in denaro a favore degli istituti scolastici

 

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha fornito le disposizioni attuative per l’applicazione del c.d. school bonus previsto dalla Legge sulla Buona Scuola modificato dalla Legge di Stabilità del 2016.

Si tratta della disciplina del credito d’imposta per le erogazioni liberali in denaro in favore delle scuole, istituti scolastici, pubblici e privati, finalizzato alla realizzazione di nuove strutture scolastiche, alla manutenzione e al potenziamento di quelle esistenti o ad interventi per l’occupabilità degli studenti.

Tale credito d’imposta è pari al 65% delle erogazioni effettuate in ciascuno dei due periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 Dicembre 2015 e pari al 50% di quelle effettuate nel periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 Dicembre 2017.

Sotto il profilo soggettivo, lo school bonus è riconosciuto a:

  • persone fisiche,
  • enti non commerciali
  • soggetti titolari di reddito d’impresa

che effettuano erogazioni liberali in denaro destinate agli investimenti in favore di tutti gli istituti del sistema nazionale di istruzione (istituzioni scolastiche statali, paritarie private e degli enti locali) per

  • la realizzazione di nuove strutture scolastiche,
  • la manutenzione e il potenziamento di quelle esistenti
  • il sostegno a interventi che migliorino l’occupabilità degli studenti da riassegnare ad apposito fondo del Muir.

Il credito d’imposta è riconosciuto a condizione che le somme siano versate su conto con IBAN IT40H0100003245348013362600. Inoltre i versamenti devono essere effettuati separatamente per ciascuna istituzione scolastica beneficiaria.

Nella causale del versamento devono essere riportati i seguenti dati:

  • il codice fiscale delle istituzioni scolastiche beneficiarie;
  • il codice della finalità alla quale è vincolata ciascuna erogazione (C1: realizzazione di nuove strutture scolastiche; C2: manutenzione e potenziamento di strutture scolastiche esistenti; C3: sostegno a interventi che migliorino l’occupabilità degli studenti);
  • il codice fiscale delle persone fisiche o degli enti non commerciali o dei soggetti titolari di reddito d’impresa.

Le risorse sono attribuite agli istituti in un’unica soluzione, nella misura del 90% delle erogazioni liberali annualmente iscritte al Fondo, mentre il restante 10% è distribuito tra gli istituti che beneficiano delle donazioni in misura inferiore al valore medio nazionale per alunno.

La misura agevolativa in esame non è cumulabile con altre previste per le medesime spese ed è fissato un tetto massimo dell’importo pari a € 100.000 per ciascun periodo d’imposta.

Il credito d’imposta è indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui sono effettuate le erogazioni liberali. Il credito è ripartito in tre quote annuali di pari importo e la singola quota annuale non utilizzata può essere riportata in avanti senza alcun limite temporale.

Le persone fisiche e gli enti che non esercitano attività commerciali dispongono del credito d’imposta nella dichiarazione dei redditi ai fini del versamento delle imposte.

Per i soggetti titolari di reddito d’impresa, invece, il credito d’imposta è utilizzabile a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello nel corso del quale sono state effettuate le erogazioni liberali, esclusivamente in compensazione con il modello F24.

Per quanto riguarda i limiti di utilizzo per i soggetti titolari di redditi d’impresa, la circolare 20/2016 dell’Agenzia delle entrate chiarisce che il credito d’imposta soggiace al limite annuale di fruizione, pari a € 250.000, per i crediti d’imposta da quadro RU (art. 1, comma 53 della L. 244/2007).

Relativamente alle compensazioni orizzontali in F24, lo school bonus non è soggetto al limite annuale dei € 700.000, previsto ai sensi dell’art. 34 della L. 388/2000, in quanto trattasi di crediti nascenti dall’applicazione di discipline agevolative sovvenzionali, consistenti nell’erogazione di contributi pubblici sotto forma di crediti compensabili con debiti tributari (o contributivi).

Tuttavia, i soggetti beneficiari rendono pubblico l’ammontare delle somme erogate, nonché la destinazione e l’utilizzo delle erogazioni stesse, tramite il proprio sito web istituzionale, nell’ambito di una pagina dedicata, e nel portale telematico del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

Uno non sempre vale uno Notizie dal nostro mondo
Your Comment

Leave a Reply Now

Your email address will not be published. Required fields are marked *