I benefit delle Società Benefit

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Per generare sviluppo oggi non si può più tenere in considerazione solo il valore economico ma assume sempre maggiore rilevanza l’impatto sociale delle attività d’impresa cosicché l’interesse delle società è sempre più rivolto a questi e agli aspetti legati reputazionali e di responsabilità sociale. La corporate social responsability è una strada che sempre di più incrocia le scelte imprenditoriali e che in qualche modo realizza le idee che già erano di Adriano Olivetti.

Negli Stati Uniti l’attenzione al ruolo sociale dell’impresa ha portato all’emanazione disordinata di norme ma anche alla nascita di un vero e proprio movimento: un modo alternativo di fare business che si è dato forma in una organizzazione no-profit chiamata B-Lab volta a promuovere e certificare su tutto il territorio nazionale l’utilizzo di una nuova forma societaria (introdotta ufficialmente solo nell’ordinamento di alcuni Stati americani con il nome di Benefit Corporation). Negli Stati Uniti, quindi, attualmente convivono un po’ confusamente due distinte forme organizzative: le Benefit Corporation (in vigore in Stati come, ad esempio, il Maryland) e le Certified B Corporations, società che hanno ottenuto la certificazione da B-Lab.

L’Italia, partendo dell’esperienza americana, è il primo Stato in Europa ad aver riconosciuto nel proprio ordinamento, con La legge di stabilità 2016, le Società Benefit comparabili al modello statunitense della Benefit Corporation.

La Società Benefit nell’esercizio della propria attività economica oltre a perseguire il fine del profitto si impegna in una o più finalità di beneficio comune. Si supera in tal modo la classica dicotomia tra profit e no-profit arrivando a un modello d’impresa socialmente responsabile in cui entrambi gli elementi sono fortemente connessi ed ogni processo decisionale e strategico non può prescindere dalla valutazione economica e dall’impatto sociale delle azioni che si andranno ad intraprendere.

Le Società Benefit non prescindono dallo scopo lucrativo ma rappresentano una nuova possibilità data alle imprese già esistenti o di nuova costituzione di proteggere l’attività imprenditoriale nel lungo termine puntando a massimizzare non solo i dividendi per i soci come nelle strutture societarie profit ma anche l’impatto positivo sugli altri portatori d’interesse.

Secondo quanto previsto dalla Legge i dividendi potranno essere liberamente distribuiti ma le imprese dovranno destinare una parte delle proprie risorse gestionali ed economiche:

  • al benessere di persone e comunità,
  • alla conservazione e al recupero di beni del patrimonio artistico e archeologico,
  • alla diffusione e al sostegno delle attività culturali e sociali nonché di enti ed associazioni con finalità rivolte alla collettività e al benessere sociale.

Le Società Benefit, che non devono essere confuse con le imprese sociali le quali, al contrario, non perseguono il profitto ma unicamente un fine collettivo, non sono un nuovo tipo di società, sia chiaro, ma solo una modello organizzativo d’impresa con caratteristiche ben precise:

  • l’oggetto sociale deve indicare, oltre all’attività propria dell’impresa, anche le finalità di beneficio comune
  • devono essere amministrate in modo da bilanciare gli interessi dei soci e il perseguimento di finalità sociali
  • vi è la possibilità di introdurre, accanto alla denominazione sociale, le parole Società benefit o l’abbreviazione SB e di utilizzare tale denominazione nei titoli emessi, nella documentazione e nelle comunicazioni verso terzi
  • gli amministratori hanno l’obbligo di operare in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente, beni ed attività culturali e sociali, enti e associazioni e altri portatori di interesse.

Qualsiasi tipologia di società può evolversi in Società Benefit continuando a rispettare la disciplina prevista dal codice civile per le singole forme societarie. Le società che vorranno trasformarsi in benefit dovranno però modificare l’oggetto sociale come sopra descritto e indicare i soggetti responsabili cui affidare il perseguimento delle finalità sociali.

Le Società Benefit oltre ai normali adempimenti richiesti dalla forma societaria dovranno allegare al bilancio una relazione in merito al perseguimento del beneficio comune che include: ·       la descrizione degli obiettivi specifici, delle modalità e delle azioni attuate dagli amministratori per il perseguimento delle finalità di beneficio comune e delle eventuali circostanze che lo hanno impedito o rallentato·       la valutazione dell’impatto generato utilizzando lo standard di valutazione esterno con caratteristiche descritte dalla Legge e che comprende le aree di valutazione identificate dalla stessa ·       una sezione dedicata alla descrizione dei nuovi obiettivi che la società intende perseguire nell’esercizio successivo.

Le valutazioni sugli obiettivi raggiunti dalla Società Benefit devono essere certificate da un ente esterno secondo lo standard di valutazione previsto dalla Legge. Ma chi può essere l’ente esterno? Su questo punto il nostro legislatore non è stato esplicito. Negli Stati Uniti B-Lab ha fornito un elenco degli enti a cui rivolgersi (http://benefitcorp.net/businesses/how-do-i-pick-third-party-standard) dando un’idea di come si possa operare anche se, attualmente, in Italia non vi esiste una lista che indichi agli operatori economici a chi rivolgersi per espletare gli adempimenti richiesti dalla Legge.

Infine molti autori, sia in Italia che in America, hanno rilevato che la mancata introduzione di incentivi fiscali alle società benefit rende meno appetibile la loro diffusione. Rimane il fatto che la questione fiscale può certamente essere un utile volano alla loro diffusione e alla creazione di una nuova sensibilità ma, dal canto loro le aziende devono comprendere come perseguire un beneficio comune, oltre al merito di una scelta etica e sostenibile, di un impatto positivo sul sistema circostante, abbia un forte effetto in termini di immagine e di reputazione che nel lungo periodo certamente porterà a fidelizzare i consumatori e ad accrescere l’autorevolezza presso gli investitori che preferiranno una Società Benefit piuttosto che un’altra proprio per premiarne l’impegno sociale.

 

 

Rallentando per poi accelerare Uno non sempre vale uno
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