La fine del mondo [dei libri] in offerta speciale. Amazon,  Antitrust e l’indipendenza economica del settore editoriale

La stabilità economica di un Paese dipende dalla sua capacità di garantire a quanti più cittadini possibile il proprio diritto al lavoro.
Perché accada, deve garantire equa concorrenza fra le imprese che il lavoro lo generano.
Nel mondo della cultura, una fonte decisiva di lavoro è legata a ciò che ruota attorno ai libri.
Chi scrive, traduce, lavora in una redazione, chi i libri li rivende, sopravvive se le imprese sono sostenibili e se hanno pari opportunità di concorrere.
Le cose iniziano a guastarsi in peggio, se le regole che garantiscono una equa concorrenza non vengono rispettate. Oppure, se le regole per mancanza di chiarezza rischiano di avvantaggiare una parte rispetto alle altre.
In Italia, la Legge sul prezzo dei libri non garantisce stabilità ed equità al mercato. In queste settimane se ne parlerà alla Commissione Cultura della camera. Per la prima volta tutte le forze politiche sono consapevoli che praticare sconti – salvo specifiche e ben delimitate occasioni, come avviene negli altri settori – porta danni irrimediabili a chi lavora in editoria, qualsiasi sia il suo ruolo, e in definitiva danneggia da più punti di vista gli stessi consumatori.
Si porrà rimedio? Ce lo auguriamo davvero.
Nella Legge in vigore c’è però una falla che rischia di creare danni irrimediabili a breve termine. Un rivenditore, con una posizione dominante nel commercio online, vende libri offrendo un incentivo che nessun altro può permettersi.
Quale libreria potrebbe mai offrire un buono del valore di 7 euro su qualsiasi prodotto – sui libri no, la legge lo vieta, ma su tutto il resto sì, la legge non lo impedisce – ogni 20 euro di libri acquistati? Nessuna.
Si tratta di una promozione – dura 15 giorni – che aiuta a diffondere di più i libri?
Ne dubitiamo fortemente.
Si tratta di una iniziativa – si badi bene totalmente lecita per legge – che permette a questo rivenditore di aggirare il tetto massimo di sconto fissato per legge al 15%, e di fidelizzare sempre più clienti, di toglierli progressivamente ai librai.
Già in forte difficoltà per mille motivi, le librerie, in particolare quelle indipendenti rischiano di chiudere se questa pratica si ripeterà, come pare, più volte nel corso di tutto il 2019.
Chi se ne frega delle librerie, potrebbe dire qualcuno cinicamente.
Non è così: le librerie sono e rimangono il primo e più efficiente pilastro per diffondere libri, scambi culturali, relazioni. Sono veri e propri presidi culturali sul territorio. Sono poche e dovrebbero essere molte di più. Sono il primo e insostituibile pilastro dell’indipendenza del mondo del libro. Internet è utile, utilissima: ma non basta.
E’ un bene che Amazon venda libri introvabili, libri di piccolissimi e piccolissimi editori. Ma non se stritola gli altri rivenditori.
Se internet, come riteniamo sia possibile ora, finisce per ammazzare i librai, la drastica riduzione delle librerie ammazzerà gli editori. Garantirà lavoro solo a chi, più o meno direttamente, lavora con o per quel grande rivenditore.
Ha senso dipendere così tanto da un unico rivenditore?
E se qualcuno, del tutto lecitamente, lo imitasse? E se, come è probabile, si affaccerà qualcuno che pratica regole ancora più aggressive, cosa faremo?
Essere indipendenti, non dipendere dalla posizione – che rischia di essere dominante – di un rivenditore, è fondamentale.
In Francia, in Germania, in Spagna, in moltissimi Paesi, tutto questo non è possibile. Esiste una Legge che salvaguarda la libera concorrenza e il pluralismo, salvaguardando la sostenibilità di tutti gli operatori della filiera. Che permette a tutti gli operatori di essere, per usare uno slogan, indipendenti al 100%.
Ieri, un quotidiano annunciava un primo intervento dell’Antitrust in merito a un possibile abuso di posizione dominante di Amazon. Come nel caso della Legge sul Libro, forse qualcosa si muove.
Ma è urgente, molto urgente introdurre al più presto regole chiare, efficaci, a vantaggio delle moltissime persone che lavorano nel mondo del libro, e non di una sola multinazionale.
La vera, libera concorrenza garantisce più lavoro a più persone, garantisce qualità, prezzi e servizi più diffusi.
L’applicazione di sconti scriteriati genera solo prezzi più alti e la sopravvivenza di pochi.
Arte e riciclaggio Ne abbiamo dette tante
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