Arte e riciclaggio

Premessa 

Per riciclaggio di denaro si intende l’utilizzo di denaro derivante da operazioni criminose per l’investimento in attività riconosciute dalla legge al fine di conferire parvenza di liceità alla provenienza delle fonti impiegate. È un fenomeno che si basa sull’attività di investimento ed è quindi legato e mosso da logiche di convenienza economica e di mercato. Si manifesta dunque come parassita del sistema economico, e si muove al suo interno, cosicché, senza un adeguato sistema di vigilanza e senza i dovuti presidi, è difficile da riconoscere. A fronte di ciò sono state emanate e recepite diverse direttive con l’obiettivo di disincentivare il riciclaggio di denaro “sporco” e di rendere il mercato finanziario, inteso in senso lato, più trasparente, con cui si obbligano gli operatori finanziari ad effettuare adeguati controllo sui titolari di diritti effettivi e sulle loro controparti contrattuali (venditori ovvero clienti). Sono state emanate dall’Unione Europea cinque direttive antiriciclaggio, di cui quattro recepite in Italia e l’ultima da recepire entro gennaio 2020. Tra le novità apportate da quest’ultima vi è l’ampliamento dell’ambito applicativo e dei soggetti obbligati.  

In particolare, sono necessari accertamenti circa l’identità dei clienti e l’origine dei fondi anche per quei rapporti che hanno ad oggetti operazioni in valuta virtuale e i servizi di portafoglio digitale.  

Gli accertamenti devono essere effettuati anche dai mercanti d’arte e da coloro che operano in qualità di intermediari, compresi gallerie e case d’asta, quando la transazione ovvero una serie di transazioni tra loro legate hanno ad oggetto opere d’arte di valore almeno pari a €10.000. 

In questo senso, almeno sotto il profilo formale, l’Italia è annoverato tra uno di quei paesi virtuosi che già hanno inserito, tra i soggetti obbligati, gallerie, case d’asta e commercianti d’arte. Sostanzialmente poi, nel 2017 le segnalazioni da parte dell’Unità di Informazione Finanziaria è stata una sola, mentre nel 2016 nessuna. L’emanazione della nuova Direttiva, anche se non immediatamente da applicare (bisogna attendere il recepimento) ha messo maggiormente in evidenza il problema e ha suscitato l’interesse degli operatori di mercato.  

La normativa attuale 

Entrando nel merito della questione, la normativa italiana attualmente in vigore è dettata dal decreto legislativo n. 90 del 25 maggio 2017, emanata in attuazione del Regolamento Europeo (UE) n. 2015/84. La V Direttiva (Ue 2018/843) è entrata in vigore a venti giorni dalla sua pubblicazione, avvenuta il 30 maggio 2018. Entro il 10 gennaio gli stati membri dovranno conformarsi e recepire le disposizioni.  

La normativa italiana attualmente prevede che mercanti d’arte, intermediari, case d’aste e galleristi siano obbligati svolgere verifiche sui propri clienti (che siano venditori o acquirenti) prima dell’instaurazione del rapporto professionale e durante. Per cliente si intende colui con cui si è instaurato un rapporto continuativo o per cui si presta un servizio professionale. In particolare, i soggetti obbligati adottano i presidi e le procedure idonei alla natura e alla dimensione dell’attività svolta, che siano quindi sufficienti a mitigare il rischio di riciclaggio.  

Le verifiche consistono1: 

  1. nell’identificare il cliente tramite: 
  1. il nome e il cognome,  
  1. il luogo e la data di nascita,  
  1. la residenza anagrafica e il domicilio, ove diverso dalla residenza anagrafica,  
  1. gli estremi del documento di identificazione  
  1. dove assegnato, il codice fiscale o, nel caso di soggetti diversi da persona fisica, la denominazione, la sede legale e, ove assegnato, il codice fiscale. 
  1. nel raccogliere e valutare informazioni sulla finalità e la natura del rapporto continuativo (intendendosi con continuativo un rapporto che non si esaurisca con un’unica operazione) della prestazione professionale. Sono comprese anche informazioni di tipo economico patrimoniale. 
  1. nel controllo costante del rapporto con il cliente. Si ricomprendono anche le informazioni riguardo la disponibilità finanziaria effettiva del cliente e la provenienza dei fondi. 

Se il soggetto non ha elementi a sufficienza per effettuare le dovute verifiche sul potenziale cliente, deve astenersi dall’intraprendere un rapporto duraturo con lo stesso, ovvero dal prestargli il servizio; inoltre valuta anche la possibilità di segnalarne l’ambiguità. 

Se si sospetta il riciclaggio (a prescindere da qualsiasi esenzione o soglia) ovvero vi sono dubbi sulla veridicità o adeguatezza dei dati recepiti, gli operatori devono procedere in ogni caso ad effettuare le adeguate verifiche.  

I clienti di contro, sotto la propria responsabilità, riferiscono tutte le informazioni necessarie per l’adempimento degli obblighi.  

Se il rischio di riciclaggio non è elevato, a fronte di valutazioni basate su indici di rischio relativi sia ai clienti, sia ai prodotti sia all’area geografica in cui la transazione avviene, è possibile applicare i presidi di cui all’articolo 18. Quindi è possibile posticipare la verifica del cliente in un momento successivo all’istaurazione del rapporto o al conferimento dell’incarico per la prestazione professionale del servizio, se tale proroga è necessaria per l’ordinario svolgimento dell’attività del soggetto obbligato e salvo l’obbligo di raccogliere le informazioni identificative del cliente. Entro trenta giorni dall’instaurarsi del rapporto, devono essere completate le verifiche previste del decreto legislativo.  

Mentre se il rischio di riciclaggio è alto, andranno adottate misure rafforzate di adeguata verifica della clientela: e quindi, oltre alla raccolta di informazioni supplementari a quelle recepita normalmente, sarà necessario aumentare la frequenza e il numero dei controlli.  

Gli operatori di mercato devono conservare, per un periodo di dieci anni dalla cessazione del rapporto, le informazioni sufficienti per consentire all’Unità di Informazione Finanziaria e alle altre autorità competenti (tra cui il Ministro dell’Economia e delle Finanze) di effettuare i dovuti controlli. I documenti devono permettere almeno di stabilire la data di conferimento dell’incarico di reperire i dati identificativi del cliente e lo scopo del rapporto continuativo, oltre che data causale e importo delle operazioni.  

Deve essere poi consentito a chiunque ne abbia interesse di segnalare eventuali comportamenti sospetti: a tal proposito i soggetti obbligati adottano tutte le misure idonee per garantire la riservatezza dell’identità di coloro che hanno segnalato il fatto.  

Le novità della V direttiva UE 

Le modifiche apportate alla IV Direttiva antiriciclaggio riguardano preliminarmente l’ampliamento dell’ambito applicativo, in considerazione della mancanza, nella Direttiva previgente, di disposizioni in materia di individuazione delle operazioni sospette sui fenomeni di riciclaggio e finanziamento del terrorismo relativamente a una serie di operazioni e attività quali: 

  1. le operazioni in valuta virtuale; 
  1. i servizi di portafoglio digitale; 
  1. le attività di commercio di opere d’arte (anche quando effettuate da gallerie d’arte e case d’asta); 
  1. le attività di conservazione o commercio di opere d’arte effettuate da porti franchi. 

Considerato che le principali fonti di finanziamento al terrorismo hanno riguardato anche il mercato dell’arte e in particolare la vendita di antichità e opere d’arte, e che tale settore non è stato oggetto di alcuna disposizione nelle precedenti direttive, il Legislatore europeo ha inteso colmare tale lacuna includendo tra i soggetti obbligati: 

  • le persone che commerciano opere d’arte o che agiscono in qualità di intermediari nel commercio delle stesse, anche nell’ipotesi in cui tale attività sia effettuata da gallerie d’arte e case d’asta; 
  • le persone che conservano o commerciano opere d’arte o che agiscono in qualità di intermediari nel commercio delle stesse, quando tale attività sia effettuata da porti franchi, sempre che il valore dell’operazione o di una serie di operazioni legate tra loro sia pari o superiore a €10000. 

Il Legislatore italiano a questo proposito si è dimostrato all’avanguardia in quanto l’attuale testo di legge estende già gli obblighi ai soggetti che esercitano case d’asta o gallerie d’arte, nonché ai soggetti che esercitano attività di commercio di cose antiche. 

Una delle principali novità apportate dalla V Direttiva ha riguardato il regime di accessibilità al registro dei titolari effettivi di società e altre entità giuridiche, nonché di trust e istituti giuridici affini. Più specificatamente, in seguito al recepimento della IV Direttiva antiriciclaggio, l’accesso alle informazioni è consentito per le società e altre entità giuridiche ai seguenti soggetti: 

  1. autorità competenti; 
  1. soggetti obbligati ad adempiere agli obblighi antiriciclaggio; 
  1. soggetti privati, compresi quelli portatori di interessi diffusi, titolari di un interesse giuridico rilevante e differenziato, nei casi in cui la conoscenza della titolarità effettiva sia necessaria per curare o difendere, nel corso di un procedimento giurisdizionale, un interesse corrispondente a una situazione giuridicamente tutelata, quando abbiano ragioni, concrete e documentate, per dubitare che la titolarità effettiva sia diversa da quella legale. 

La novità introdotta dalla V Direttiva riguarda la previsione che le informazioni sulla titolarità effettiva delle persone giuridiche debbano essere rese accessibili, oltre che alle autorità competenti e ai soggetti obbligati nel quadro dell’adeguata verifica della clientela, anche al pubblico36. È inoltre previsto che le persone possano avere accesso almeno al nome, al mese e all’anno di nascita, al Paese di residenza e alla cittadinanza del titolare effettivo così come alla natura ed entità dell’interesse detenuto. 

Riferimenti  

Per una più specifica conoscenza delle novità introdotte dalla V direttiva si rimanda:  

  • alla direttiva stessa leggibile qui:  

https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32018L0843&from=ITù  

  • allo studio prodotto dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti che può essere letto qui: 

https://www.fondazionenazionalecommercialisti.it/filemanager/active/01297/2018_09_27_V_direttiva.pdf?fid=1297 

 (L’opera è di Marcel Duchamp)

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