Online il nuovo numero di ÆS sulle fondazioni private

Ieri abbiamo presentato il nuovo numero di ÆS dedicato al mondo delle fondazioni private, alle loro realtà, anche internazionali, e alle prospettive future alla luce della riforma del terzo settore e dei cambiamenti non solo formali che questa impone.

Un numero in cui sono stati coinvolti come autori Richard Armstrong, presidente del Guggenheim Museum, Paolo Baratta, presidente della Biennale di Venezia, Paolo Carli, presidente della Fondazione Henraux e di Henraux spa, proprietaria delle cave di marmo di Querceta, Carrara, Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente di Valsoia e di Fondazione ICA Milano, Carola Carazzone, segretario generale di Assifero – Associazione italiana delle fondazioni ed enti della filantropia istituzionale, Giovanna Forlanelli Rovati, direttore generale di Rottapharm Biotech S.r.l., vice presidente esecutivo della Fondazione Luigi Rovati e fondatrice della casa editrice Johan & Levi, Monica De Paoli, notaio e membro della Commissione Terzo Settore del Consiglio Nazionale del Notariato e Irene Sanesi, partner BBS-Lombard e presidente del Centro Pecci di Prato.

Come scrive Carola Carazzone, “da parte delle fondazioni private è necessario un cambio di paradigma, una vera e propria trasformazione del modo di finanziare, di investire, di erogare che necessita di nuove policy e modalità di finanziamento, diverse dai bandi.
Il primo passo che i finanziatori privati dovrebbero fare è spostare la loro attenzione dagli input – e dal controllo su quegli input – ai processi e ai risultati, o meglio all’impatto: outcomes e non solo outputs e selezionare gli enti del terzo settore su cui investi- re, non certo aprioristicamente (amici degli amici), ma attraverso policy di scouting, dialogo costante, accreditamento e costruzione di relazioni di fiducia basate sulla condivisione della missione e meccanismi di comparazione degli obiettivi strategici. Costruire partnership strategiche su missioni, che scardinino la relazione erogatore-beneficiario di progetto, verso un modello in cui il partner finanziatore e il partner implementatore stanno in una relazione di partnership strategica e non di dipendenza top-down.
Le fondazioni filantropiche hanno il potere per prendere l’iniziativa e rompere il cir- colo vizioso della fame delle organizzazioni del terzo settore e il circolo vizioso che le porta in una situazione di debolezza e dipendenza”.

La rivista è scaricabile cliccando qui: https://www.lamiafinanza.it/images/documenti/AES/aes-04-201904.pdf

Qui, inoltre, potete trovare tutte le uscite precedenti: https://aesartseconomics.home.blog

5 numeri, 36 autori, infinitamente grazie Gli obblighi informativi relativi alle erogazioni pubbliche
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