Designing Happiness

Designing Happiness


Perché invitare un economista a un festival dedicato alla felicità? Peggio, un commercialista.

Se succede è, crediamo, perché tutto quello che abbiamo fatto e detto comincia a dare i propri frutti.

Perché chi lo ha fatto ha capito che siamo traduttori di pensiero, che anche da questo passa il sorriso delle persone. Le persone, quelle che rimangono al centro della nostra professione. Loro e non i numeri che senza la creatività, l’ingegno e la passione non sono nulla.

E perché il lavoro che il nostro studio fa quotidianamente sulla cultura amplifica tutto questo, restituisce il senso, ci rende vivi. E felici.

“Il pubblico ha sempre ragione?”: politiche e culturali e libertà Ciò che facciamo
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