Un pezzo di Picasso: comproprietà e aste digitali | A piece of a Picasso: fractional art ownership and digital auctions

 

Marcelo Garcia Casil[1]

 

Perché l’arte ha valore?

L’arte ha il potere di muovere ed esprimere profonde verità sul mondo in cui viviamo. Molti dei più grandi tesori di ogni civiltà sono opere d’arte, e le persone percorrono grandi distanze per vedere questi capolavori dal vivo.

Ma l’arte non è apprezzata solo per il suo significato estetico o culturale. L’arte è stata a lungo riconosciuta come un’importante categoria di investimento, con i collezionisti che acquistano opere d’arte sulla base del loro previsto potenziale di crescita. Grazie alla sua resilienza durante i periodi difficili e alla sua valorizzazione, l’arte è stata per molto tempo un’attraente classe di attività multi-miliardaria.

Secondo il Report del 2018 di Hiscox Online Art Trade, le vendite d’arte online hanno raggiunto i 4.22 miliardi di dollari nel 2017, registrando una crescita del 12% rispetto al 2016. Ci sono evidenze del fatto che i compratori online stiano iniziando ad acquistare con maggiore frequenza e a prezzi più elevati. È interessante notare che il 38% dei grandi investitori visita siti Web di vendita d’arte e di articoli da collezione più volte alla settimana (di più rispetto al 31% nel 2017), in confronto al 19% dei piccoli investitori e al 18% dei nuovi acquirenti. Questo potrebbe voler dire che i collezionisti esistenti utilizzeranno sempre più il mercato dell’arte online per cercare, scoprire, seguire, e anche acquistare opere d’arte, mercato online che già sta diventato un altro canale per questi acquirenti.

La proprietà d’arte

Entrare nel mondo dell’arte è un’ambizione di molti, ma è un obiettivo raggiungibile solo da pochi. Molti dipinti vengono ora venduti all’asta per centinaia di milioni. Uno degli ultimi è Nu Couché (Sur le Côté Gauche) di Modigliani, un dipinto ad olio del 1917 che è stato incredibilmente battuto all’asta da Sotheby’s, New York a metà maggio per 157,2 milioni di dollari.

A maggio, da Christie’s e Phillip’s, Hong Kong, le opere del maestro moderno cinese-francese Zao Wou-Ki hanno dominato la scena dell’asta. Durante l’asta serale di Christie’s, l’opera di Zao del 14 dicembre 1959 ha incassato 176,7 milioni di dollari hongkonghesi (22,6 milioni di dollari), il terzo prezzo più elevato registrato per l’artista. Ci sono scuole di pensiero all’interno del settore, tuttavia, che sottolineano come le vendite a nove cifre stiano diventando sempre più frequenti. Questo, mentre può essere musica per le orecchie di alcuni investitori, e case d’aste che si trattengono grandi commissioni sul prezzo delle opere vendute, mette anche in evidenza quanto rimanga chiuso il mercato degli investimenti in arte per così tanti in tutto il mondo.Pochissime persone possono competere con i grandi investitori e fondi di investimento in arte, i quali hanno a loro disposizione centinaia di milioni, se non di miliardi, da investire nelle opere più famose del mondo.Sfortunatamente, per i molti che vorrebbero entrare a far parte del mondo degli investimenti in arte, partecipare a queste aste, dove l’offerta inziale è di milioni, è un sogno irrealistico. Tuttavia, la situazione sta cambiando grazie alla tecnologia blockchain.L’arte è considerata una riserva di valore affidabile e sicura. Le famiglie benestanti hanno mantenuto le opere d’arte nei loro portafogli per secoli, e il volume degli scambi ha continuato a crescere costantemente negli ultimi decenni. L’interesse per l’arte tra gli investitori e i gestori patrimoniali è in aumento e le nuove generazioni di acquirenti sono ansiose di accogliere la commistione tra arte e tecnologia.Tuttavia, l’arte è stata tradizionalmente una classe di attività per nessun’altro se non per i ricchissimi. Molte di queste opere sono rinchiuse in volte, in attesa che il loro valore aumenti con il tempo, nel passaggio da una generazione all’altra. La valutazione delle grandi opere, che spesso raggiunge i milioni o i dieci milioni, le rende fuori dalla portata della maggior parte delle persone. Partecipazioni in arte

Come nel caso della maggior parte delle passion asset e degli oggetti di lusso da collezione, l’arte è un’attività di investimento generalmente piuttosto illiquida. Gli investitori devono disporre di sufficiente capacità finanziaria per mantenere l’attività fino a quando non si imbattono nell’acquirente giusto al momento giusto.

É naturale quindi, se non ovvio, dato il potenziale di crescita dell’investimento in arte e l’elevata fascia di prezzo per un solo dipinto, pensare ad un mercato azionario per l’arte. Similmente a quanto accade a società miliardarie come Coca-Cola, Apple, Microsoft o Facebook, che sono partecipate da migliaia di azionisti che godono congiuntamente della crescita di queste società. Tuttavia, nei secoli in cui l’arte è stata acquistata venduta e scambiata, non è emerso alcun mercato azionario.

L’arte rimane uno dei pochi e rari mercati rimasti praticamente invariati negli ultimi tre secoli. Ha resistito ai progressi tecnologici che sono stati adottati dalla maggior parte dei mercati dei capitali come quello azionario, obbligazionario, il mercato delle materie prime e persino dei beni immobili. Si stima un valore di circa 3 trilioni di dollari di arte in depositi sicuri, di cui circa 65 miliardi vengono scambiati ogni anno nelle case d’aste e dai commercianti d’arte.

Negli anni avvenire, sempre più disponibilità saranno nelle mani delle giovani generazioni, che stanno fortemente tentando di partecipare alle decisioni concernenti i propri investimenti. Il comportamento di questa generazione nativa digitale favorisce le piattaforme digitali e la capacità di investimento autonomo. I millennial saranno il più grande segmento di adulti entro il 2020.

Questa generazione più giovane di investitori tende anche a preferire attività materiali rispetto ai tradizionali prodotti del mercato dei capitali, come titoli di Stato e azioni. Questi prodotti offrono attualmente tassi di interesse negativi o molto bassi, rendendo le attività alternative ancora più interessanti.

Nonostante i miliardi che alimentano regolarmente il mercato dell’arte, nell’immaginario della maggior parte delle persone il mercato è dominato dalla tradizionale e soffocante casa d’aste con investitori ultra ricchi che sollevano paddle in aria per assicurarsi una preziosa opera d’arte.

Sebbene la maggior parte delle case d’aste abbia introdotto tra le proprie facility la possibilità di aggiudicarsi l’opera in asta telefonicamente e online, la triste verità è che questa immagine risulta essere ancora relativamente vera. L’avanzamento del mercato dell’arte è fortemente definito dalla preminenza delle vecchie e solide case d’aste bloccate nel passato.

Sebbene ci siano circa 3 trilioni di dollari di opere d’arte in depositi sicuri, 65 miliardi di dollari vengono scambiati su base annuale da commercianti d’arte e case d’aste. A molti individui benestanti piace acquistare e tenere sotto controllo le opere d’arte inserite nei portafogli di investimento in attesa e con la prospettiva che aumentino di valore.

Questo settore da 65 miliardi di dollari l’anno ha un disperato bisogno di mercati aperti ed equi che creino trasparenza e liquidità. I tradizionali attori del settore stanno lottando per vedere i volumi di scambio raggiungere il loro effettivo potenziale. Il problema è che l’accesso alle informazioni è irregolare e le opere d’arte vengono scambiate in luoghi obsoleti. Le vendite vengono elaborate manualmente e la liquidazione può richiedere settimane. Questo processo opaco e inefficiente scoraggia molti potenziali investitori, il che significa che le negoziazioni d’arte sono poco frequenti e l’arte come attività è illiquida.

Ecco perché abbiamo fondato Maecenas; come una soluzione a questo problema. Maecenas è un mercato globale blockchain dell’arte dove gli scambi avvengono in un contesto di alta liquidità, in maniera veloce ed equa. Creare portafogli e scambiare partecipazioni in capolavori sarà possibile per tutti. Abbiamo convertito opere da milioni di dollari in unità finanziarie digitali più piccole che possono essere comprate e vendute facilmente, letteralmente a una frazione del costo.

Tokenizzazione dell’arte: co-proprietà

Investendo in differenti classi di attività, è possibile diversificare il proprio portafoglio di investimenti e minimizzare il rischio di perdita se una delle classi di attività registra performance scarse entro un determinato periodo di tempo, per il fatto che le altre classi possono invece registrare performance migliori durante lo stesso periodo e neutralizzare le perdite potenziali del portafoglio. La diversificazione contribuisce anche a generare rendimenti senza dover far affidamento solo su una classe di attività o su una sola fonte.

L’arte è attraente per molti investitori che vogliono diversificarsi perché tende a resistere alle pressioni del mercato esterno e mantiene bene il suo valore, offrendo anche alti ritorni, come nel caso delle opere d’arte cd blue-chip. Nonostante la sua popolarità, tuttavia, l’arte può anche rappresentare un rischio quando si tratta di liquidità. Inoltre, vendere un dipinto o una scultura è un processo non banale.

Innanzitutto, il mercato dell’arte è selettivo. Fatta eccezione per gli artisti diciamo di rango superiore, su cui si può sempre contare qualora si decidesse di vendere una loro opera, essendo questa con ogni probabilità battibile all’asta per dieci o centinaia di milioni, gli appetiti degli investitori possono essere attenuati, i gusti possono cambiare e può essere difficile vendere opere d’arte in modo redditizio, perlomeno nella loro totalità. Ad esempio, come sottolinea Artprice, due artisti americani un tempo molto in voga, Jacob Kassay e Parker Ito, hanno visto il prezzo delle loro opere ridursi di dieci volte dal 2014 ad oggi.

In secondo luogo, per vendere opere d’arte, gli investitori si affidano in genere alle case d’asta. Ciò può comportare il pagamento di una commissione fino al 25% e il loro successo all’asta può essere influenzato da dozzine di fattori: il tempo, il luogo, la pubblicità e quanto i partecipanti sono realmente disposti a spendere.

Tutto questo rende l’arte un’attività difficilmente negoziabile, assumendo che si faccia affidamento sui luoghi di scambio tradizionali.

Una possibile soluzione al rischio di liquidità degli investimenti alternativi, arte inclusa, è quella di modificare il modello di proprietà, quindi non sempre vi è il caso di investitori facoltosi, ognuno dei quali cerca di superare l’offerta dell’altro per aggiudicarsi una delle attività appartenenti a un ristretto pool di alto valore.

In particolare, un modello di proprietà condivisa potrebbe potenzialmente ridurre il costo di ingresso sul mercato, consentire a un pool di investitori molto più ampio di partecipare e quindi migliorare la liquidità.

Questo è ciò che Mecenate ha introdotto con successo nel mercato dell’arte. Utilizzando la tecnologia blockchain, rendiamo possibile scambiare online partecipazioni digitali in opere d’arte – senza passare attraverso le case d’aste e senza i potenziali problemi di liquidità che sorgono quando è necessario trovare un acquirente per un’intera opera d’arte.

Durante la nostra asta beta, ad esempio, abbiamo raccolto 1,7 milioni di dollari da un gruppo di investitori di tutto il mondo per acquistare il 31,5% di un dipinto di Andy Warhol, 14 Small Electric Chairs (1980).

L’approccio di Maecenas aiuta ad evitare le alte commissioni applicate dalle case d’asta e ad ampliare il portafoglio di opere d’arte in capo a una persona in modo più semplice ed efficiente.

La piattaforma di Maecenas collega gli amanti dell’arte di tutto il mondo. È un mercato più aperto, il più aperto tra quelli che il mondo dell’arte ha visto finora, e consente alle persone di scambiare e possedere azioni digitali più rapidamente e facilmente di quanto si possa trovare nel mercato dell’arte tradizionale.

La proprietà frazionata dell’arte consente di mettere in atto una diversificazione di investimento attraverso varie opere d’arte e artisti, consentendo di non rischiare il tutto per tutto con una sola opera.

La diversificazione del portafoglio per ridurre al minimo l’esposizione al rischio è il prerequisito di base per qualsiasi strategia di investimento, soprattutto quando si vivono tempi imprevedibili e si ha a che fare con l’incertezza economica. E per quanto concerne la diversificazione del portafoglio di attività, l’arte costituisce una delle opportunità di investimento alternative preferite al mondo. Secondo il rapporto di Artprice del 2017 denominato The Art Market, oltre 413.000 opere d’arte sono state battute all’asta durante l’anno, fatto che costituiva un nuovo record. Si registra un «basso tasso di invenduto», pari al 34% a ovest, il che prova la vitalità del mercato. C’è richiesta di arte che funga da opportunità di investimento alternativa e diversificata.

L’arte per tutti (non solo per ricchissimi)

Gaius Maecenas, famoso eponimo di «patrono delle arti», aiutò i poeti poveri e come azienda il nostro obiettivo è sempre stato quello di essere un mecenate moderno e stimolare il business dell’arte. La nostra azienda è stata creata per democratizzare il settore dell’arte e renderlo disponibile a tutti coloro che vogliano partecipare.

Abbiamo lavorato molto duramente per costruire una significativa selezione di opere d’arte di punta che si qualifichino per essere quotate sulla nostra piattaforma. Ora abbiamo accesso a una pipeline diversificata di opere d’arte di livello mondiale di artisti blue-chip (come Picasso, Monet, Renoir, Chagall, Basquiat, Lichtenstein, Bacon, Duchamp, ecc.) che valgono collettivamente oltre cento milioni di dollari.

La tokenizzazione concentra la proprietà di un’attività in un token digitale e la memorizza sulla blockchain. La tokenizzazione consente un efficiente trasferimento della proprietà. Nell’odierna economia collaborativa (cd. sharing economy), i token di asset scambiati sulla blockchain rivoluzionano efficacemente gli investimenti in arte e ridefiniscono il concetto di proprietà. Maecenas consente agli investitori di possedere congiuntamente un’opera d’arte. Questo modello di business è stato ampiamente convalidato dalla crescente popolarità delle numerose piattaforme di crowdfunding immobiliari e azionarie in circolazione.

L’arte è fatta per essere condivisa, non per rimanere rinchiusa in una collezione privata, nella speranza di un suo eventuale apprezzamento. Ma il fatto è che gran parte dell’arte è destinata proprio a questo. Come amanti dell’arte, speriamo di cambiare questo destino. Ogni opera d’arte quotata sulla piattaforma verrà conservata in apposite strutture adibite al deposito in sicurezza delle opere negoziate. Questi magazzini di massima sicurezza sono dotati di sale dedicate alla fruizione delle opere, fungendo quindi anche da gallerie. Maecenas, nel suo sforzo di democratizzare l’accesso all’arte, consentirà agli investitori e ai loro ospiti specifici di organizzare mostre per la valorizzazione delle opere d’arte.

Questi depositi d’arte in genere si trovano in apposite aree internazionali adiacenti agli aeroporti in modo che le opere di valore ivi conservate non siano suscettibili di applicazione delle imposte locali sulle transazioni. Conosciute come freeport, queste strutture sono disponibili nella maggior parte degli hub commerciali di primo livello; Maecenas ha già stabilito relazioni con molti di loro. Una di queste strutture è Le Freeport di Singapore, dove Christie’s gestisce i suoi servizi di stoccaggio di opere d’arte (CFASS).

Arte come investimento

Investire in arte, secondo le informazioni raccolte da Artprice.com, come è evidenziato nell’articolo di Bloomberg, ha prodotto rendimenti medi annui pari all’8,9 per cento dal 2000. Dal punto di vista finanziario e culturale, il corretto investimento in arte può senza dubbio costituire un’ottima alternativa rispetto agli altri asset tradizionali.

Vi sono tuttavia alcune barriere all’entrata all’interno dell’attuale struttura del mercato dell’arte, che Bloomberg continua a evidenziare. Si dice che il mercato sia «opaco, non regolamentato e talvolta estremamente illiquido», si mettono in evidenza le alte commissioni che i proprietari delle gallerie e le case d’aste possono addebitare. Ci possono essere anche problemi riguardanti la provenienza.

L’art advisor Wendy Goldsmith, che si occupa di arte moderna e contemporanea, in un’intervista a Bloomberg afferma «Nel mercato dell’arte non ci sono regole, ecco perché è un campo minato e perché ha tali opportunità».

Il cambiamento dei gusti può anche avere un impatto sul mercato dell’arte, e a tal proposito Goldsmith sottolinea come il mondo sia pieno di magazzini d’arte che si sono deprezzati fino al 90 percento. E se non avessi il background o la competenza di un investitore d’arte?

L’accesso all’arte come classe di attività non dovrebbe essere così complicato. Attraverso Maecenas, gli investitori accreditati possono far parte di una comunità d’arte globale e connessa che dà loro la possibilità di possedere interessi frazionati digitali in questa categoria di investimento. Oltre a rendere l’arte come classe di investimento più accessibile, la natura stessa della piattaforma Maecenas e della tecnologia blockchain può rendere il mercato dell’arte più equo, molto più trasparente, aiutare a valorizzare le opere d’arte, combattere i problemi relativi alla provenienza e molto altro ancora.

A fronte delle continue incertezze nelle condizioni economiche globali e nei mercati finanziari, l’interesse per l’arte come classe di attività alternativa è cresciuto costantemente. L’arte non è più vista come un acquisto di nicchia, ma come parte di una strategia di portafoglio ben diversificata. In passato, l’opacità e illiquidità del mercato dell’arte hanno reso difficile il confronto accurato dell’arte con gli investimenti tradizionali. La tecnologia Blockchain, con le sue reti decentralizzate di fiducia, consente agli investitori di partecipare al mercato dell’arte in completa trasparenza e sicurezza.

Gli investitori hanno opzioni limitate quando si tratta di investire in arte in modo sicuro e affidabile. Le case d’aste sono percepite come il canale più sicuro e ciò si riflette nelle elevate commissioni applicate, che si aggirano intorno al 12-25%. Queste aste sono per lo più condotte in modo tradizionale e poche novità sono state introdotte nel tempo, fatta eccezione per la recente trasmissione in diretta online delle aste.

Le commissioni applicate dalle gallerie e dagli altri commercianti d’arte sono più basse e si aggirano intorno al 6/10%. Tuttavia, questi professionisti sono percepiti come meno affidabili e la loro selezione di opere d’arte è limitata. Inoltre, i prezzi sono dettati dalle gallerie anziché dai partecipanti al mercato. Oltre alla mancanza di liquidità, alla mancanza di trasparenza e commissioni elevate, entrambi questi approcci richiedono anche l’acquisizione fisica dell’opera d’arte, la loro conservazione, la loro gestione e cura. Questo è qualcosa con cui molti investitori non si sentono a proprio agio perché non dispongono delle competenze necessarie.

Si stima che il 90% degli acquirenti consideri l’arte come un investimento e quasi la metà preferirebbe possedere le opere d’arte attraverso un veicolo finanziario anziché un acquisto fisico. Tuttavia, gli approcci tradizionali offerti da gallerie e case d’aste lasciano una ampia parte del mercato insoddisfatto. Maecenas, d’altra parte, utilizza la tecnologia blockchain per democratizzare completamente l’accesso agli investimenti in arte. Con la tokenizzazione dell’arte, la piattaforma converte opere d’arte da milioni di dollari in unità finanziarie più piccole che possono essere acquistate e vendute facilmente attraverso un mercato globale trasparente. Ciò fornisce agli investitori liquidità e un indispensabile meccanismo di rilevazione dei prezzi orientato al mercato.

Inoltre, molti investitori preferiscono utilizzare veicoli finanziari, come i fondi per l’arte, piuttosto che la proprietà diretta perché vogliono investire in arte ma non vogliono la responsabilità di prendersi cura dell’opera d’arte fisica.

Tuttavia, il livello minimo di entrata per tutti questi investimenti, anche i fondi di investimento in arte, è al di là della portata di investitori anche benestanti, ossia gli investitori che hanno manifestato collettivamente interesse a espandere e diversificare il proprio portafoglio con l’arte. D’altra parte, se qualche migliaio di dollari potessero garantire un posto al tavolo del mercato dell’arte, molte più persone sarebbero in grado di partecipare all’apprezzamento di un famoso dipinto, proprio come fanno i collezionisti d’arte miliardari.

Per la prima volta, la tecnologia consentirà a investitori, collezionisti e proprietari di scambiare istantaneamente quote di dipinti e sculture. Offrirà inoltre ai migliori artisti emergenti uno spazio espositivo per il loro lavoro, libero dalle interferenze degli intermediari.

Arte e blockchain

Il fatto che Maecenas sia costruito con la tecnologia blockchain significa che le transazioni sono protette dall’incredibile potenza del «libro mastro» della blockchain, rendendo il processo dell’asta olandese privato ma più trasparente di quanto si possa trovare in un’asta tradizionale.

La natura della blockchain rende anche le transazioni e altre informazioni chiave a prova di manomissione, il che avrà anche un impatto positivo su altre questioni come la valutazione complessiva delle opere d’arte e sarà di aiuto in alcune questioni relative alla provenienza.

Esistono già iniziative blockchain non finanziarie nell’ambito dell’arte che non sono focalizzate sugli investimenti. Queste, invece, cercano di risolvere i problemi relativi alla provenienza delle opere d’arte tradizionali e alla protezione delle opere d’arte digitali. Un esempio di spicco è Verisart, che fornisce un certificato di provenienza digitale per le opere d’arte che normalmente verrebbero archiviate nelle gallerie. Un’altra start-up è Ascribe, che ha implementato un sistema sicuro di tracciabilità delle opere d’arte digitali e di controllo su come vengono condivise.

Ma di start-up di fintech ne stanno emergendo altre, alcune delle quali si qualificano come valida alternativa allo stesso investimento in arte. L’approccio crowdfunding è stato utilizzato anche nel tentativo di istituire fondi di investimento in arte. Questo nuovo modello si sta diffondendo tra gli investitori in quanto riduce l’ammontare della somma minima da investire e delle commissioni di gestione. Anche se questo costituisce sicuramente un miglioramento rispetto a quanto fatto dai fondi d’arte tradizionali, l’approccio non riesce ancora ad affrontare le questioni fondamentali degli investimenti in arte, vale a dire la mancanza di trasparenza, la mancanza di liquidità e, soprattutto, il fatto che la fiducia è centralizzata. Inoltre, si tratta di vere e proprie piattaforme aperte in quanto sono solo in grado di accettare investitori accreditati a causa delle normative associate ai fondi di investimento tradizionali.

Maecenas, d’altra parte, sfrutta la tecnologia blockchain per democratizzare l’accesso agli investimenti in arte. Tokenizzando l’arte, la piattaforma converte opere d’arte da milioni di dollari in unità finanziarie più piccole che possono essere acquistate e vendute facilmente attraverso uno scambio criptato trasparente. Ciò fornisce agli investitori liquidità e un meccanismo di rilevazione dei prezzi indispensabilmente orientato al mercato.

Per anni, abbiamo costruito una base tecnologica solida e sicura per Maecenas, la prima piattaforma di trading al mondo basata su blockchain. Ciò è stato possibile perché abbiamo riunito un eccezionale team di esperti e abbiamo instaurato relazioni cruciali con gallerie, collezionisti e autenticatori. Nel 2017 abbiamo portato a termine con successo una vendita mediante token e da allora abbiamo iniziato a trasformare la visione in realtà. Abbiamo già raccolto e venduto all’asta numerosi capolavori. Siamo concentrati sulla crescita del nostro business e sull’ampliamento della nostra offerta tecnica per trasformare veramente un mainstream secolare del settore.

Usiamo la tecnologia blockchain per creare token digitali a prova di manomissione che rappresentino in sè la proprietà delle opere d’arte. Le unità di proprietà si configurano come token ERC20, che è uno standard Ethereum per i token digitali. Questi token sono altamente sicuri e impossibili da modificare grazie alle proprietà crittografiche delle blockchain. Una singola opera d’arte è suddivisa in migliaia di certificati. Gli investitori possono quindi acquistare questi certificati per possedere una percentuale di una determinata opera d’arte e possono rivenderli ad altri investitori in qualsiasi momento e online.

I database Blockchain sono piattaforme altamente efficienti per la compensazione e il regolamento delle attività. Configurandosi la proprietà delle opere d’arte in token blockchain, Maecenas non solo sfrutta questi guadagni in termini di efficienza, ma abbraccia anche uno standard aperto che crea opportunità di integrazione con l’ecosistema crittografico e blockchain.

Maecenas tiene traccia degli eventi significativi sulla blockchain, come i controlli di due diligence sulla documentazione relativa all’attività (ad es. provenienza, assicurazione, certificati di conservazione, ecc.) archiviando hash e metadati per creare prove crittografiche inconfutabili di tali eventi con data e ora. Ciò consente a Maecenas di espandersi condividendo le opere in entrata e in uscita con altre piattaforme in modo affidabile.

Il nostro team tecnico specializzato ci offre la libertà di non dipendere da terzi fornitori di servizi per ciò che consideriamo cruciale per la nostra offerta, il nostro know-how ed expertise in materia di blockchain. Fin dall’inizio, Maecenas ha sviluppato internamente la sua piattaforma di tokenizzazione delle opere d’arte e ha progettato tutti gli smart contractnecessari per gestire le nostre aste. Inoltre, gestiamo completamente dall’interno la sicurezza dei nostri portafogli crittografici per mitigare le violazioni dei dati che portano alla perdita dei fondi dei nostri clienti. Per questo motivo, abbiamo un nostro team di sicurezza informatica che è guidato da un esperto di sicurezza informatica con oltre 15 anni di esperienza nel settore finanziario nel penetration test.

Il design della piattaforma offre tolleranza agli errori e semplici meccanismi di recupero. Il sistema è inoltre altamente scalabile, resiliente e facile da aggiornare. Ha un alto grado di riusabilità e ci consente di essere agili nel nostro sviluppo.

Eliminare l’intermediario

Uno dei punti chiave dell’efficienza degli investimenti nell’arte tradizionale è che tutte le vendite avvengono tramite intermediari, siano essi rivenditori o case d’aste. Questi intermediari aumentano entrambi il costo della transazione attraverso le commissioni applicate e riducono la trasparenza del mercato controllando il flusso dell’offerta e delle informazioni.Ora, la blockchain può fornire le basi per un mercato sicuro ed efficiente che consente agli acquirenti e ai venditori di effettuare transazioni direttamente senza intermediari. Una piattaforma aperta e agile può stimolare i mercati dell’arte e portare al loro interno milioni di investitori.

In parte, la causa della mancanza di innovazione nell’ambito della finanza dell’arte deriva dal dominio delle vecchie case d’aste. Le maggiori – Sotheby’s e Christie’s – monopolizzano l’80% del volume del mercato secondario. Sono dotate di una struttura di commissioni identica, che può vedere gli acquirenti d’arte pagare fino al 25% di commissione – e i venditori pagano ancora di più.

Le case d’aste controllano anche l’accesso alle informazioni in quanto non esiste un unico mercato dell’arte che fornisca un meccanismo di rilevazione dei prezzi adeguato. In altre parole, è quasi impossibile conoscere il prezzo fair di un’opera d’arte perché non ci sono mezzi affidabili per gli investitori per valutare le aspettative del mercato. In altre classi di attività, come azioni di società a partecipazione diffusa o immobili, qualsiasi investitore può accedere ai dati relativi ai prezzi di scambio sia storici che in tempo reale per costruire modelli di prezzo. Il settore dell’arte non ha nulla di tutto ciò. Non ci sono registri degli ordini o delle transazioni e i dati storici sono scarsi e rari poiché le opere d’arte sono raramente oggetto di scambio. L’arte (può ora essere) per tuttiQuindi, qual è il modo migliore, per i nuovi investitori sul mercato o per coloro che vogliono esplorare più opzioni quando si tratta di arte, per aprire le porte ad opportunità differenti dalle case d’aste? Riteniamo che il progetto blockchain di Maecenas potrebbe essere la risposta e siamo determinati a portare il mercato dell’arte all’interno del XXI secolo grazie al nostro approccio innovativo.

Rimuovendo gli intermediari che traggono profitto dal controllo e dalla manipolazione delle informazioni e sostituendo i broker con gli smart contract, che definiscono in modo trasparente le regole dell’asta, i sistemi di offerta e la distribuzione del reddito, il mercato trarrà vantaggio da transazioni più snelle e dirette, riducendo allo stesso tempo in modo significativo le commissioni aggiuntive.

Esistono anche altri problemi nel mercato dell’arte oltre alla barriera all’entrata costituita dall’aspetto finanziario: gli attori chiave all’interno del mercato dell’arte che controllano le informazioni. Infatti non esiste un unico «mercato dell’arte» con un adeguato meccanismo di rilevazione dei prezzi, il che significa che è quasi impossibile conoscere il fair value di un’opera d’arte. Non ci sono registri degli ordini o delle transazioni e i dati storici potrebbero essere scarsi in tutto il settore dell’arte.

Di nuovo, un circuito chiuso, composto da coloro che hanno accesso ad esso che costruiscono significativi portafogli di opere d’arte preziose e belle e che se le scambiano tra di loro. Questa non è una preparazione di alcuna festa in particolare; è più il risultato di come il mercato dell’arte si è evoluto nei suoi numerosi stili e con l’expertise della sua gestione, il che ha contribuito alla creazione di un mercato frammentato e difficile da penetrare se non senza relazioni e denaro. Il modo migliore per aggiungere valore a questo mercato e sconvolgerlo per un bene più ampio è quello di creare un mercato dell’informazione condiviso che incentivi la partecipazione di tutti.

La piattaforma blockchain di Maecenas sta cercando di fare proprio questo, riunendo un team appassionato e competente di amanti del fintech ed esperti di arte per ampliare il mercato e consentire a milioni di potenziali investitori di assicurarsi quote di opere d’arte le quali in precedenza non sarebbero state, finanziariamente parlando, alla loro portata.

La necessità di un coinvolgimento intermedio sarà completamente rimossa grazie alla piattaforma blockchain di Maecenas, che collega artisti, collezionisti e investitori con l’uso di smart contract. Il nostro progetto blockchain contribuirà a rendere le transazioni più aperte e trasparenti, fornendo migliori informazioni e liquidità nel mercato.Il processo dell’asta non si svolge nel giro di pochi minuti con Maecenas. Accade in un periodo di tempo prestabilito (di alcune settimane) per consentire a tutta la comunità di partecipare. Riteniamo che Mecenate fornisca un sistema più equo, più aperto e onesto che aprirà il mercato a un pubblico più ampio, aumentando la percezione del mercato e la fiducia degli investitori nel tempo. Non è solo qualcosa che gli investitori vogliono. È qualcosa che brama anche tutto il settore dell’arte. Idealmente, in un futuro non molto lontano, i capolavori saranno scambiati rapidamente attraverso una piattaforma di scambio aperta, che fornisce aggiornamenti frequenti sul valore effettivo delle opere d’arte negoziate. I gestori di portafoglio saranno in grado di valutare i propri portafogli in modo più accurato e di diversificare il rischio investendo in una gamma di oggetti d’arte differenti. Non avranno più bisogno di concentrare i loro fondi in una manciata di opere difficili da vendere.L’arte come classe di attività dovrebbe, come altre categorie di investimento, raccogliere numerosi dati di mercato, registri degli ordini, indici e persino derivati. Il motivo per il quale così non è, il perché le case d’aste hanno dominato e controllato il mercato delle arte per così tanto tempo, può essere individuato in una sola parola: FIDUCIA.La mancanza di informazioni e metodi affidabili per valutare l’autenticità delle opere d’arte significa che gli investitori preferiscono avere a che fare solo con istituzioni secolari percepite come affidabili. Queste istituzioni agiscono come intermediari in quasi tutte le transazioni d’arte e quindi controllano il mercato.
Le blockchain sostituiscono gli intermediari tradizionali con reti di fiducia decentralizzate. Sono intrinsecamente sicuri, essendo i dati relativi alle transazioni archiviati in un vasto data base costantemente controllato e verificato. Le registrazioni vengono archiviate in conformità con i più elevati standard di sicurezza informatica, la dissipazione delle informazioni garantisce anche la protezione contro gli hacker, poiché effettuare una singola transazione fraudolenta su una blockchain richiederebbe di compromettere la maggior parte della rete, che ammonta a migliaia.Collegando artisti, collezionisti e investitori direttamente tramite una piattaforma blockchain aperta con smart contract, eliminiamo la necessità di broker e rivenditori d’arte come facilitatori della transazione. Sostituiamo la necessità di fiducia basata sulla reputazione con la fiducia nella blockchain decentralizzata.L’arte svolge chiaramente un ruolo importante come asset class performante all’interno di molti più portafogli rispetto a prima. La tokenizzazione significa, come ha dimostrato Maecenas con l’asta di Warhol, che le persone pur non appartenendo al ristretto circuito dei super ricchi del mondo, possono ora godere dei benefici dell’arte come classe di attività. Il fatto che non fossero stati in grado di farlo in precedenza costituisce una stranezza della crescita storica dei mercati finanziari. Ora che queste barriere sono scomparse, l’arte è libera di prendere il suo posto nei portafogli diversificati di molte più persone.

***

Why Art has Value

Art has the power to move and to express deep truths about the world we live in. Many of the greatest treasures of every civilisation are works of art, and people travel great distances to see masterpieces in person.

But art isn’t only valued for its aesthetic or cultural significance. Fine art has long been acknowledged as an important investment asset class, with collectors acquiring pieces for their anticipated growth potential. Thanks to its resilience in downturns and to its capital appreciation, fine art has long been an attractive multi-billion asset class.

According to the Hiscox Online Art Trade Report 2018, online art market sales reached an estimated US$4.22 billion in 2017, up 12% from 2016. There are signs that active online buyers are buying more frequently and at higher prices. Interestingly 38% of big spenders visit art and collectible sales websites several times a week (up from 31% in 2017), compared to 19% of small spenders and 18% of new buyers. This could indicate that existing collectors are increasingly using the online art market to search, discover, follow, and also buy art — it is becoming just another channel for these active buyers.

Art Ownership

Entry to the world of fine art is an ambition of many, but attainable by only a few.

Many paintings are now being sold at auction for hundreds of millions. One of the latest is Modigliani’s Nu Couché (Sur le Côté Gauche), a 1917 oil painting that was sold at Sotheby’s New York auction house mid-May for an incredible $157.2 million USD.

In May, at Christie’s and Phillip’s in Hong Kong, works from Chinese-French Modern master Zao Wou-Ki dominated the auction scene. At an evening at Christie’s alone, Zao’s work 14.12.59 made HK$176.7m ($22.6m USD), representing the third highest price for the artist at auction.

There are schools of thought within the industry, though, that the nine-figure sales sum is becoming ever more common. While this may be music to the ears of some investors, and auction houses who make large commissions on items sold, it also serves to underline how closed the art investment market is to so many worldwide.

Very few individuals can compete with investors and art funds with hundreds of millions – even billions – at their disposal to invest in the world’s most famous pieces.

Unfortunately, for the many who want to join the world of fine art investment, taking part in these auctions where the opening bid is in the millions, is an unrealistic dream. However, this need no longer be the case — all thanks to blockchain technology.

Fine art is considered a reliable and safe store of value. Wealthy families have kept art in their portfolios for centuries, and trading volumes have continued to grow steadily over the last few decades. Interest in fine art among investors and wealth managers is also on the rise, and younger generations of buyers are eager to embrace art-tech.

Unfortunately, fine art has traditionally been an asset class for none but the ultrawealthy. Many of these artworks are shut away in vaults, appreciating in value from one generation to the next. The valuation of great artworks – often in the millions or tens of millions – puts them out of the reach of most people.

Shares of Fine Art

As is with the case with most passion assets and collectible luxury items, fine art as an underlying asset is generally quite illiquid. Investors need to have sufficient financial capabilities to hold on to the asset until they chance upon the right buyer at the right time.

It would seem natural, obvious even, that given the investment potential of art investment and the high price tag for a single painting, that there would be a stock market for fine art. Similar to how billion dollar companies, like Coca-Cola, Apple, Microsoft, or Facebook, are co-owned by thousands of shareholders who jointly enjoy from the growth of these companies. Yet, in the centuries that fine art has been bought, sold, and traded, no such stock market has emerged.

Fine art remains one of the rare few markets that have remained virtually unchanged for the last three centuries. It has been impervious to the technology advances that have been adopted by the majority of capital markets like company stocks, bonds, commodities and even real estate.

There is an estimated $3 trillion worth of fine art in safe storage, of which approximately $65 billion is traded annually through auction houses and art dealers.

Over the coming years, more and more money will be handed to younger generations, who are actively looking to participate in the decision making of their investments. The behaviour of this digitally native generation favours digital-first platforms and the ability to self-invest. Millennials are going to be the largest adult segment by 2020.

This younger generation of investors also tend to prefer tangible assets over traditional capital market products, such as government bonds and stocks. These products are currently offering negative or very low interest rates, making alternative assets even more attractive.

Despite the billions moving around the art market on a regular basis, one of the overriding visions people have is of the traditional, stuffy auction house with ultra-wealthy investors raising paddles in the air to secure a valuable piece of artwork.

Though most auction houses have updated their practices to introduce telephone and online bidding, the sad truth is that this image is still relatively accurate. The fine art industry still feels heavily pinned down by the dominance of old, established auction houses stuck in the past.

Though there is approximately $3 trillion of fine art in safe storage, $65 billion of it is traded on an annual basis through art dealers and auction houses. Many well-off individuals like to buy and keep hold of pieces to add to their investment portfolios and potentially grow their wealth.

This $65 billion annual fine art industry is in desperate need of open and fair marketplaces that create transparency and liquidity. The antiquated industry is struggling to see trading volumes reach their real potential. The problem is that access to information is patchy, and art pieces are traded at outdated venues. Sales are processed manually and settlement can take weeks. This opaque and inefficient process discourages many potential investors, which means art trades are infrequent and art as an asset is illiquid.

Which is why we designed Maecenas to solve this problem. Maecenas is a global art blockchain market where assets are traded quickly and fairly on a liquid exchange. Creating portfolios and trading shares in masterpieces will be available to everyone. We convert million-dollar artworks into smaller digitised financial units that can be bought and sold easily — literally at a fraction of the cost.

Tokenised Art: Fractional Ownership

By investing across different asset classes, you are able to diversify your investment portfolio and minimises risk of loss if one asset class performs poorly over a time period, other asset classes may perform better during that same time period and neutralises potential losses in the portfolio. Diversification also assists you to generate returns so it’s not reliance on just one asset class or one source.

Art is attractive to many investors who want to diversify because it tends to be resistant to external market pressures and holds its value well, even delivering high returns for blue-chip artworks. Despite its popularity, however, art can also represent quite a risk when it comes to liquidity. Furthermore, selling a painting or sculpture is a non-trivial process.

Firstly, the art market is selective. Outside of the upper echelons of artists who can be relied on to sell for tens or hundreds of millions at auction, investor appetites can be subdued, tastes can change and it can be difficult to sell artworks profitably – if at all. For example, as Artprice points out, two previously fashionable artists two American artists – Jacob Kassay and Parker Ito – have seen the price of their works divide by ten since 2014.

Secondly, in order to sell artworks, investors typically rely on auction houses. This can cost them a commission of up to 25%, and their success at auction can be affected by dozens of factors – from time, to location, to publicity and how deep attendees are willing to reach into their pockets.

All this makes art a difficult asset to liquidate – assuming you rely on the traditional avenues.

One possible solution to the liquidity risk of alternative investments – art included – is to change the ownership model so it’s not always a case of wealthy investors looking to outbid each other on a small pool of high-value assets.

Specifically, a shared ownership model could potentially lower the cost of entry to the market, allow a much wider pool of investors to participate, and therefore improve liquidity.

This is what Maecenas has successfully introduced to the art market. Using blockchain technology, we make it possible to trade fractional digital interests in artworks online – without going through auction houses, and without the potential liquidity issues that arise when you need to find a buyer for an entire artwork.

In our beta auction, for example, we raised $1.7 million from a pool of investors worldwide to buy 31.5% of an Andy Warhol painting, 14 Small Electric Chairs (1980).

The Maecenas approach helps to negate high commissions found in auction houses and expand a person’s art portfolio more easily and efficiently.

The Maecenas platform connects art lovers the world over. It’s a more open marketplace than the art world has seen before, and allows people to trade and own digital shares more quickly and easily than can be found in the traditional art market.

Fractional Ownership of art also allows diversification to be done across various art pieces, and artists, so you don’t have to put all your eggs in one Basquiat.

Portfolio diversification to minimize exposure to risk is the basic pre-requisite for any investment strategy, especially when dealing with unpredictable times and economic uncertainty. And when it comes to diversifying their portfolios, art is one of the world’s favourite alternative investment opportunities. According to Artprice’s report called The Art Market in 2017, more than 413,000 artworks were sold through auctions during the year, which was a new record. There is a «low unsold rate» of 34% in the west, which signals a market in buy mode. The appetite for art as an alternative and diversified investment opportunity is there.

Art for Everyone (Not Just the Ultrarich)

Gaius Maecenas, famed eponym for «patron of the arts» helped poor poets and as a company our aim was always to be a modern patron and stimulate the art business. Our company was created to democratise the fine art industry and make it available to absolutely everyone that wanted to participate.

We have worked very hard to build a strong shortlist of flagship artworks that qualify to be listed on our platform. We now have access to a diverse pipeline of world class art pieces by blue-chip artists (such as Picasso, Monet, Renoir, Chagall, Basquiat, Lichtenstein, Bacon, Duchamp, etc.) that collectively is worth in excess of one hundred million dollars.

Tokenisation is representing ownership of an asset into a digital token and storing this on the blockchain. Tokenisation allows efficient transfer of ownership. In today’s shared economy, asset tokens traded on the blockchain efficiently revolutionize art investment and redefines the concept of ownership.

Maecenas allows investors to syndicate and jointly own a piece of art. This model has been validated at large by the continual increase in popularity of the many property and equity crowdfunding platforms available.

Art is made to be enjoyed, not cloistered away in a private collection, in hopes of eventual capital appreciation. But the fact is that most fine art is destined for exactly that fate. As art lovers, we hope to change that. Every artwork listed on the platform will be kept in purpose-built safe art storage facilities. These high-security vaults contain dedicated rooms that are allocated for viewing purposes, therefore effectively serving as galleries as well. Maecenas, in its effort to democratise access to fine art, will allow investors and their nominated guests to arrange visits to appreciate the artworks.

These art storage facilities typically sit designated international areas adjacent to airports so that the valuables kept in storage do not attract local tax when transactions occur. Known as freeports, these facilities are available in most tier-1 art trading hubs; Maecenas has already established relationships with many of them. One such facility is Le Freeport in Singapore where Christie’s operates their Fine Art Storage Services (CFASS).

Art as an Investment

Investing in art, according to information from artprice.com as highlighted in the Bloomberg article, has delivered average annual returns of 8.9 percent since 2000. From a financial and cultural perspective, the right art investment can certainly hold its own when compared against other more traditional avenues.

There are certain barriers to entry within the existing structure of the art market though, which Bloomberg goes on to highlight. They say it’s «opaque, unregulated and sometimes extremely illiquid», point out the high commissions that gallery owners and auction houses can charge. There can also be issues surrounding provenance.

Adviser in modern and contemporary art Wendy Goldsmith says to Bloomberg «In the art market there are no rules, that’s why it is such a minefield and why it has such opportunities».

Changing tastes can also impact the art market, with Goldsmith adding that the world is full of warehouses of art that have depreciated as much as 90 percent. But what if you don’t have the background or the expertise of an art investor?

Access to art as an asset class shouldn’t be so complicated. Through Maecenas, accredited investors can be part of a global, connected art community that gives them the chance to own fractional digital interests in investment grade art. As well as making art as an asset class more accessible, the very nature of the Maecenas platform and blockchain technology can make the art market fairer, far more transparent, help to better value artworks, combat issues surrounding provenance and much more besides.

With continuing uncertainties in global economic conditions and the financial markets, interest in art as an alternative asset class has grown steadily. Art is no longer seen as a niche purchase, but as part of a well-diversified portfolio strategy. In the past, the art market’s opacity and illiquidity have made it difficult to accurately compare art against traditional investments. Blockchain technology, with its decentralised networks of trust, makes it possible for investors to participate in the art market with complete transparency and confidence.

Investors have limited options when it comes to investing in fine art in a secure and trusted way. Auction houses are perceived as being the safest channel, and that is reflected in the high fees of 12 – 25%. These auctions are mostly conducted in the traditional way, and little has changed besides the relatively recent introduction of broadcasting live auctions online.

Art galleries and other art dealers charge lower fees to buyers, in the range of 6 – 10 %. However, these are perceived as less reliable, and their selection of art is limited. In addition, prices are dictated by galleries instead of market participants. Besides the lack of liquidity, lack of transparency, and the high fees, both of these approaches also require having to physically acquire the artwork, store it, manage it, and look after it. This is something that many investors are uncomfortable with because they do not have the relevant expertise.

An estimated 90% of buyers see art as an investment, and nearly half of them would prefer to have exposure to fine art through a financial vehicle instead of a physical purchase. However, the traditional approaches offered by galleries and auction houses leave a huge part of the market under-served. Maecenas, on the other hand, utilizes blockchain technology to fully democratise access to fine art investment. By tokenising art, the platform converts million-dollar artworks into smaller financial units that can be bought and sold easily through a transparent global marketplace. This provides investors with liquidity and a much-needed market-driven price discovery mechanism.

In addition, many investors favour using financial vehicles, such as art funds, over direct ownership because they want exposure to art but don’t want the responsibility of having to care for the physical art piece.

However, the minimum entry level for all these investments, even the art funds, are beyond the reach of even affluent investors — investors who have collectively expressed an interest in expanding and diversifying their portfolio with art. On the other hand, if a few thousand dollars could buy a seat at the table, many more people would be able to participate in the appreciation of a famous painting — the same way billionaire art collectors do.

For the first time, technology will allow investors, collectors and owners to exchange shares in paintings and sculptures instantly. It will also offer top emerging artists a showcase space for their work, free from the interference of middlemen.

Art and the Blockchain

That Maecenas is built with blockchain technology means that transactions are secured by the incredible power of the blockchain «ledger», making the Dutch auction process private yet more transparent than you would find in a traditional auction.

The nature of the blockchain also makes transactions and other key information tamper-proof, which will also have a positive impact on other matters such as the overall valuation of artworks and helping with some issues surrounding provenance.

There are non-financial blockchain initiatives in the fine art space which don’t have an investment focus. Instead, they attempt to solve issues around provenance of traditional art pieces and protection of digital artworks. A prominent example is Verisart, which provides permanent digital art provenance for actual artworks that would typically be stored in galleries. Another start-up is Ascribe, which focuses on providing a secure way to trace digital artworks and control how they’re shared.

But fintech start-ups are beginning to emerge with innovative alternatives to art investment itself. Typical crowd-funding approaches have also been used in attempts to create art funds. This new model is proving to be popular with investors as it reduces the ticket size and management fees. Although this is definitely an improvement over traditional art funds, this approach still fails to address the fundamental issues of art investment, namely the lack of transparency, lack of liquidity, and most importantly the fact that trust is centralised. In addition, such implementations are not true open platform as they’re only able to accept accredited investors due to regulations associated with traditional investment funds.

Maecenas, on the other hand, leverages blockchain technology to democratise access to fine art investment. By tokenising art, the platform converts million-dollar artworks into smaller financial units that can be bought and sold easily through a transparent crypto-exchange. This provides investors with liquidity and a much-needed market-driven price discovery mechanism.

For years, we have been building a secure and robust technology foundation for Maecenas, the world’s first blockchain-based fine art trading platform. This has been possible because we have assembled an exceptional team of experts and have built crucial relationships with galleries, collectors and authenticators. In 2017, we held a successful token sale, and since then we have begun to make the vision a reality. We have already tokenised and auctioned off multiple masterpieces. We are focused on growing our business and expanding our technical offering to truly turn a centuries-old industry mainstream.

We use blockchain technology to create tamper-proof digital tokens that represent ownership of artwork. The units of ownership are represented as ERC20 tokens, which is an Ethereum standard for digital tokens. These tokens are highly secure and impossible to forge thanks to the cryptographic properties of blockchains. A single artwork is broken down into thousands of certificates. Investors can then purchase these certificates to own a percentage of a given artwork, and they can sell them back to other investors at any time via an online exchange.

Blockchain ledgers are highly efficient platforms for clearing and settlement of assets. By representing ownership of artworks as blockchain tokens, Maecenas not only leverages these efficiency gains but also embraces an open standard which creates integration opportunities with crypto and blockchain ecosystem.

Maecenas tracks significant events – such as due diligence checks of asset documentation (e.g. provenance, insurance, storage certificates, etc.) on the blockchain by storing hashes and meta-data to create irrefutable cryptographic proof of such timestamped events. This allows Maecenas to scale up by sharing both inbound and outbound digital assets with other platforms in a trusted manner.

Our dedicated tech team gives us the freedom of not depending on third party service providers for what we consider crucial to our offering, blockchain know-how and expertise. From the onset, Maecenas developed in-house its asset tokenisation platform, and designed all smart-contracts needed to run our auctions. In addition, we fully manage in-house the security of our crypto wallets to mitigate data breaches leading to the loss of our client funds. For this reason, we have our own cybersecurity team which is led by an information security expert with over 15+ years of financial industry experience in penetration testing.

The platform’s design provides fault tolerance and simple recovery mechanisms. The system is also highly scalable, resilient and easy to upgrade. It has a high degree of reusability and allows us to be agile in our development.

Cutting Out the Middleman

One of the key drags on efficiency in traditional art investing is that all sales are through intermediaries, whether dealers or auction houses. These middlemen both increase the cost of transacting through the fees they charge and reduce market transparency by controlling the flow of supply and information.

Now, the blockchain can provide the foundation for a secure and efficient market that enables buyers and sellers to transact directly without intermediaries. An open, agile platform can energise art markets and bring millions of investors off the side-lines.

Part of the reason for the lack of innovation within art finance stems from the dominance of old auction houses. The largest — Sotheby’s and Christie’s — monopolise 80% of the secondary market volume. They present an identical fee structure, which can see art buyers paying up to 25 percent commission — and sellers are charged even more.

Auction houses also control access to information as there is no single art marketplace that provides a proper price discovery mechanism. In other words, it’s nearly impossible to know the fair price of an artwork because there are no reliable means for investors to assess market sentiment. In other asset classes, like public company stocks or real estate, any investor can tap into historical and real-time exchange price feeds to build pricing models. The fine art industry doesn’t have any of that. There are no order books or exchanges, and historical information is both scarce and sparse since art pieces are traded so infrequently.

Art (Can Now be) for Everyone

So, what’s the best way for investors new to the market, or those who want to explore more options when it comes to fine art, to throw open the doors of opportunity away from auction houses? We believe that the Maecenas blockchain project could be the answer, and we are determined to bring the fine art market into the 21st century with our ground-breaking approach.

By removing intermediaries who profit from controlling and manipulating information, and replacing brokers with smart contracts that transparently define auction rules, bidding systems and income distribution, the market will benefit from more streamlined and direct transactions, while at the same time significantly reducing additional fees.

There are other problems that exist within the art market, too, beyond the financial aspect of entry. The key players within the art market who control information; there isn’t a single «art marketplace» with a suitable price discovery mechanism, meaning that it’s almost impossible to know the fair value of a piece of art. There are no order books or exchanges, and historical information can be scarce throughout the whole fine art industry.

Again, a closed shop, with those who have access to it building strong portfolios of valuable, beautiful artworks and trading amongst each other. This is not the grand machination of any particular party; it is more the result of how the art market has evolved with many styles of art and expertise in its handling meaning a fragmented and hard to enter unless you have the connections and money. The best way to add value to this market and disrupt it for the wider good is to create a shared information market which increases participation for all.

The Maecenas blockchain platform is looking to do just that, bringing together a passionate and knowledgeable team of fintech enthusiasts and fine art experts to open the market and allow millions of potential investors to secure shares of artworks that may have previously been beyond their financial reach.

The need for intermediary involvement will be removed entirely thanks to the Maecenas blockchain platform–connecting artists, collectors and investors together with the use of smart contracts. Our blockchain project will help to make transactions more open and transparent, providing better information and market liquidity.

The auction process doesn’t happen in the space of a few minutes with Maecenas. It happens over a predetermined time frame (of a few weeks) to allow everybody in the community to participate. We feel that Maecenas provides a fairer, more open and honest system which will open up the market to a wider audience, increasing the market’s perception and investors trust over time. It’s not only something that investors want. It’s something the wider fine art industry craves, too.

Ideally, in the not-so-far future, masterpieces will be traded briskly through an open exchange, giving frequent updates of what the artworks are really worth. Portfolio managers will be able to price their positions more accurately and diversify their risk by investing in a range of different art assets. They will no longer need to have their funds concentrated in a handful of hard-to-sell pieces.

Fine art as an asset class should, like other investment categories, have rich market data feeds, order books, indices and even derivatives. The reason this is not the case – why auction houses have dominated and controlled the fine art market for so long – can be explained in a single word: TRUST.

Lack of information and reliable ways of assessing the authenticity of art pieces means that investors deal mostly only with centuries-old institutions that are perceived as trustworthy. These institutions act as intermediaries in almost every art transaction and therefore control the market.

Blockchains replace traditional intermediaries with decentralised networks of trust. They are innately secure, with the transaction data which is stored across a vast network of computers constantly checked and verified. Records are stored in accordance with the highest cybersecurity standards, the dissipation of information also ensures protection against hackers, as making a single fraudulent transaction on a blockchain would require compromising the majority of the network, which number in the thousands.

By connecting artists, collectors and investors directly via an open blockchain platform with smart contracts, we eliminate the need for brokers and art dealers to facilitate a transaction. We replace the need for trust based on reputation with trust in the decentralised blockchain.

Fine art clearly has an important role to play as a high-performing asset class within many more portfolios that it has to date. Tokenisation means – as Maecenas demonstrated with the Warhol auction – that people beyond the global super-rich can now enjoy the benefits of fine art as an asset class. That they had been unable to do so previously was a quirk of the historical growth of financial markets. Now that those barriers are gone, art is free to take its place in the diversified portfolios many more people.

[1] CEO Maecenas Fine Art

LA MARGHERITA DEL DIGITALE. Claudio Rorato ne scrive su ÆS COME L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE RIMODELLA IL PRESTITO D’ARTE: RENDENDO LIQUIDI ASSET DI TUTTI I TIPI, DALLA MAGLIA DI MICHAEL JORDAN A UN PATEK PHILIPPE O UN’OPERA D’ARTE CONTEMPORANEA
Your Comment

Leave a Reply Now

Your email address will not be published. Required fields are marked *