Proposte per il sostegno del sistema culturale

Proposte per il sostegno del sistema culturale

Al di là dell’introduzione di nuovi strumenti il settore culturale potrebbe essere sostenuto da istituti già presenti nell’ordinamento e che potrebbero essere facilmente adeguati e/o potenziati:

  • Art bonus
  • ICC
  • Società benefit
  • Contratti di rete

Ampliamento art bonus

L’Art bonus si applica per erogazioni liberali in denaro effettuate per interventi di sostegno quando destinata ad Istituti e Luoghi della cultura di appartenenza pubblica, alle Fondazioni lirico-sinfoniche, Teatri di tradizione, Istituzioni concertistico- orchestrali, Teatri nazionali, Teatri di rilevante interesse culturale, Festival, Imprese, Centri di produzione teatrale e di danza, nonché ai circuiti di distribuzione.

Il Codice dello Spettacolo ha allargato quindi ad altri soggetti finanziati dal FUS la possibilità di ricevere il sostegno di privati attraverso erogazioni liberali che danno diritto al Mecenate di usufruire del credito di imposta Art Bonus ma non è possibile beneficiare del credito d’imposta per le erogazioni liberali effettuate per sovvenzionare un festival, ad esempio, se l’organizzatore della manifestazione non rientra tra le categorie riconosciute dal FUS o addirittura, ancor più restrittivamente, da questo già finanziate.

Un ampliamento della definizione di ‘impresa’ (alle ICC?) e l’annullamento della barriera determinata dal FUS renderebbe lo strumento un forte incentivo al finanziamento di tutta la filiera culturale profit e no profit.

Si potrebbe immaginare di limitare le agevolazioni, per quanto riguarda le società, alle società benefit a indirizzo culturale così da incentivarne la nascita anche nell’ottica di impegni di lungo periodo a cui questi soggetti si obbligano statutariamente.

Editoria

Le misure non dovrebbero limitarsi a semplici rinvii nel pagamento di imposte e contributi (vedi il primo decreto Cura Italia e le agevolazioni per librai) ma sgravi effettivi.
ADEI, l’associazione degli editori indipendenti ne ha immaginato alcune da attivare nei tempi più brevi:

  • Tax credit a compensazione, sul modello di quello già disposto per le librerie indipendenti, che valga per gli editori indipendenti in rapporto alle spese per: personale, diritti di autore, spese di stampa, logistica, traduzioni.
  • Eliminazione del tetto di Iva a credito esigibile.
  • Rateizzazione dei debiti contratti nel periodo di Crisi “Covid-19”.
  • Agevolazioni fiscali straordinarie per collaboratori, autori e creativi in genere che ricadono nella normativa del diritto d’autore.

Arti visive

Sono numerose le proposte per riformare il mercato dell’arte affinché possa diventare competitivo a livello internazionale e, di conseguenza, contribuire maggiormente all’economia nazionale. Separatamente abbiamo predisposto un documento di maggiore dettaglio.

Qui riportiamo tre punti che, soprattutto il primo che insiste ancora sull’art bonus, segnerebbero un primo passo.

1. Art Bonus

Al fine di sostenere gli artisti contemporanei sarebbe importante l’estensione dell’Art Bonus all’acquisto in galleria di opere originali di artisti italiani contemporanei e moderni.
Il rischio di perdere buona parte del patrimonio creativo degli artisti che non sono ‘top level’ è reale. Sostenerne la domanda significa garantire un pluralismo artistico e culturale necessario alla crescita e un sostegno importante al mercato con tutta la sua filiera.

2. IVA | importazioni

L’aliquota IVA all’importazione per le opere d’arte è fissata al 5% nel Regno Unito e al 5,5% in Francia. Una differenza di 100% o quasi tra le aliquote domestiche e quelle degli Stati più competitivi per le opere destinate alla vendita in Europa da paesi terzi indebolisce la posizione concorrenziale degli operatori italiani

  • Abbassamento dell’aliquota IVA sulle importazioni di opere d’arte dal 10% al 5%
  • Applicazione dell’IVA ridotta sulle importazioni anche da parte soggetti non residenti che importano opere in Italia
  • Diminuzione dell’IVA sulle cessioni da artisti, eredi e legatari al 5%

3. Voluntary disclosure magazzini

Esiste la necessità di far emergere i magazzini degli operatori del mercato dell’arte che si sono formati in periodi pregressi e in un contesto che non ne ha favorito l’evidenza. Questo, porta come conseguenza che le opere facenti capo a questi magazzini sommersi non possano giocoforza riemergere e che quindi siano destinati a non essere più oggetto di transazioni (e conseguentemente non portino in dote plusvalenze tassabili e diritti di seguito esigibili.

Ipotizzare una sorta di voluntary disclosure per l’emersione fiscale di tali opere significherebbe regolarizzare le posizioni degli operatori e gli scambi futuri oltre che alla creazione di una cultura della legalità che, unita al complesso normativo proposto, dovrebbe segnare un cambio di passo del settore.

L. 717/49

La finalità della legge potrebbe essere ricontestualizzata rendendo questo strumento un po’ più flessibile e dando maggiore rilevanza al ruolo delle imprese private e del privato in genere.

In questo senso, si può optare per:

  • inserire tra le finalità accanto al supporto agli artisti contemporanei anche il coinvolgimento trasversale e proattivo delle imprese culturali nel progetto di costruzione o ricostruzione di edifici pubblici e della loro valorizzazione ad esempio, tramite partenariato pubblico-privato (circolare 45/2019 sulla realizzazione di partenariati pubblici-privati nei beni culturali.
  • fare leva sugli strumenti di incentivo fiscale. Ad esempio, prevedendo un co- investimento (sempre pubblico–privato, anche delle stesse imprese coinvolte nel progetto) in artisti contemporanei per la realizzazione di opere destinate alla pubblica fruizione a cui applicare l’art bonus.Per unire i due punti, potrebbe in questo contesto trovare affermazione l’utilizzo del contratto di rete, il quale se strutturato in un certo modo può portare anche a un differimento d’imposta d’imposta.
    Sul punto esiste un accordo del 2018 tra Confindustria e Ales spa (società del MIBACT) per la promozione delle reti d’imprese per la cultura.Si potrebbe anche fare leva sull’aspetto fiscale potenziando le misure di detassazione in favore delle imprese aggregate, ad esempio agevolando con un credito di imposta ad hoc gli investimenti realizzati in attuazione del programma di rete da parte di imprese di filiere particolarmente colpite dalla crisi, come ad esempio la filiera culturale.Anche su questi aspetti si potrebbe immaginare di favorire società benefit a indirizzo culturale così come già indicate in precedenza.

Detraibilità spese culturali

Lo diciamo da tempo. Il nodo della ripresa passa ancor più che dal sostegno agli operatori da quello della domanda. I problemi del settore culturale nascono in buona parte dall’incapacità di mettere al centro le persone mettendo, invece, al centro la cultura. Sostenere il consumo culturale ha il pregio di indirizzare le risorse là dove i fruitori culturali più sono interessati.

Anche in questa ottica riproponiamo l’estensione della detraibilità prevista per le spese mediche eccedenti i 129.11 euro, alle spese per l’acquisto di biglietti di ingresso o tessere d’abbonamento a musei, concerti e spettacoli teatrali, sale cinematografiche, dall’acquisto di libri e di opere protette dal diritto d’autore su supporto cartaceo, audio o video, attività formative e di divulgazione, workshop e laboratori, visite guidate.

Ai fini della detrazione la spesa culturale dovrebbe essere certificata da biglietto o abbonamento riportante il marchio SIAE, da fattura o da scontrino fiscale contenente la specificazione della natura, qualità e quantità dei beni o degli spettacoli. Il certificato di acquisto deve comunque contenere l’indicazione del nome e cognome del destinatario o il suo codice fiscale.

Il provvedimento dovrebbe essere preso di concerto con il Ministero della Salute partendo dalla correlazione scientificamente provata tra cultura e benessere fisico e mentale.

Enti del terzo settore: novità in tema di bilancio L’arte del fundraising. Dal 12 al 21 maggio sul tuo computer, tablet cellulare.
Your Comment

Leave a Reply Now

Your email address will not be published. Required fields are marked *