Lucia Pescador: cabinet des merveilles – 26.9.17

Una raccolta di piccole “meraviglie”, tra natura e astrazione, prende forma su carte di diverse dimensioni. Alberi, foglie, paesaggi e vasi dalle figure essenziali, fissate su fogli recuperati che conservano ancora le tracce di scritture private, di atti notarili, di spartiti, di partiture musicali per organetti. Su di essi, Lucia Pescador sovrappone le linee sinuose dei grandi vasi, colorati a tinte vivaci, le diramazioni degli alberi che preannunciano i contorni irregolari delle foglie blu e gialle, le masse scure di animali esotici e rari, gli andamenti tortuosi di monti e foreste, colline e pianure.

E le strutture e le geometrie che richiamano l’arte del ‘900, riviste e ridisegnate con “la mano sinistra”, in un processo di riappropriazione con cui l’artista acquisisce i contenuti e le icone dell’arte astratta e delle avanguardie storiche.

Di ambiente in ambiente, l’autrice compone a parete i diversi capitoli di un racconto narrato per brani, dove le citazioni, le suggestioni e le memorie riflettono le tappe di un viaggio interiore, fissato in istantanee. Di territori frequentati realmente o pensati, rielaborazioni di esperienze altrui prelevate dal grande serbatoio dell’arte, che oscillano di epoca in epoca e di luogo in luogo in un susseguirsi di fascinazioni e di passioni, intuizioni e rivelazioni.

Un flusso inarrestabile che sembra condensarsi nell’acqua dei fiumi che attraversano sempre i suoi paesaggi, in un lento scorrere, continuo e inarrestabile come il fluire della memoria e dell’esistenza.

(Rosella Ghezzi)

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