Le modalità di pubblicazione delle informazioni relative ai contributi pubblici

A partire dal 2019, è stato introdotto l’obbligo di pubblicazione delle informazioni relative a sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e comunque a vantaggi economici di qualunque genere in denaro o in natura, non aventi carattere generale e privi di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria, ricevuti superiori a euro 10.000.

I destinatari dell’obbligo possono essere suddivisi in due categorie:

  • Le associazioni (comprese le ODV e le APS), le fondazioni e le ONLUS;
  • Le imprese, comprese le imprese sociali costituite in forma societaria.

In linea generale, per i soggetti rientranti nella prima categoria, è prevista la pubblicazione nei propri siti o portali digitali entro il 30 giugno; mentre, per le imprese, l’adempimento di tale obbligo avviene attraverso la pubblicazione delle informazioni nella nota integrativa del bilancio di esercizio e nella nota integrativa del bilancio consolidato, se esistente.

L’inosservanza degli obblighi comporta una sanzione pari all’1 per cento degli importi ricevuti con un importo minimo di 2.000 euro, oltre alla sanzione accessoria dell’adempimento agli obblighi di pubblicazione. Se dalla contestazione passano 90 giorni e l’organizzazione non provvede alla pubblicazione e al pagamento della sanzione, si avrà l’ulteriore sanzione della restituzione integrale delle somme ricevute.

Per quest’anno, il Legislatore ha prorogato al 1° gennaio 2022 il termine a partire dal quale scattano le sanzioni in caso di mancato adempimento.

Per assolvere correttamente agli obblighi di pubblicazione, bisogna tenere conto di alcune peculiarità.

Innanzitutto, le imprese che redigono il bilancio in forma abbreviata e i soggetti non tenuti alla redazione della nota integrativa assolvono l’obbligo mediante pubblicazione dei contributi nei propri siti o portali digitali.

Le cooperative sociali seguono invece regole particolari. Questi enti, pur qualificandosi, da un punto di vista fiscale, come ONLUS di diritto, essendo società e in quanto tali tenute alla redazione della nota integrativa, devono pubblicare le informazioni relative ai contributi pubblici privi natura corrispettiva nella medesima nota.

Fanno eccezione le cooperative sociali che svolgono attività a favore degli stranieri, che sono tenute all’adempimento dell’obbligo tramite pubblicazione sui siti o portali digitali e che inoltre devono pubblicare trimestralmente, sempre sui propri siti internet o portali digitali, l’elenco dei soggetti a cui sono versate somme per lo svolgimento di servizi finalizzati ad attività di integrazione, assistenza e protezione sociale.

 

Le informazioni da pubblicare, preferibilmente in forma schematica e di immediata comprensibilità per il pubblico, devono avere ad oggetto i seguenti elementi:

  1. Denominazione e codice fiscale del soggetto ricevente
  2. Denominazione del soggetto erogante
  3. Somma incassata (per ogni singolo rapporto giuridico sottostante)
  4. Data di incasso
  5. Causale

Tali informazioni non vanno fornite nel caso in cui i contributi ricevuti siano considerati aiuti di stato o aiuti de minimis, ossia i contributi contenuti nel Registro nazionale degli aiuti di Stato. La registrazione degli aiuti nel sistema, con conseguente pubblicazione nella sezione trasparenza, operata dai soggetti che concedono o gestiscono gli aiuti sostituisce l’obbligo di pubblicazioni previsto in capo ai soggetti destinatari. Questi ultimi devono solo dichiararne l’esistenza nella nota integrativa del bilancio oppure, se non tenuti alla redazione della nota integrativa, sui propri siti internet o portali digitali.

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