Modifiche alla disciplina IVA per le organizzazioni non profit

 

Con l’approssimarsi del Natale il Parlamento ha impacchettato un regalo per il terzo settore (spoiler: siamo ironici). Con la approvazione in via definitiva del decreto fisco-lavoro, infatti, sono state introdotte novità ai fini IVA per le organizzazioni non profit. Non esattamente un dolce per le feste.

In particolare:

  • vengono ricomprese tra le operazioni effettuate nell’esercizio di impresa (e quindi inserite nel campo di applicazione IVA):
    • le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate, verso corrispettivi specifici o contributi supplementari, rese ai relativi associati e in conformità alle finalità istituzionali;
    • le cessioni di pubblicazioni cedute prevalentemente ai propri associati, nonché le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate in occasione di manifestazioni propagandistiche dai partiti politici rappresentati nelle Assemblee nazionali e regionali;
    • la somministrazione di alimenti e bevande effettuata, presso le sedi in cui viene svolta l’attività istituzionale, da bar ed esercizi similari, dalle associazioni di promozione sociale.
    • le cessioni di beni e le prestazioni di servizi ai soci, associati o partecipanti verso pagamento di corrispettivi specifici, rese da associazioni religiose riconosciute dalle confessioni con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese, nonché da associazioni politiche, sindacali e di categoria.
  • è stato, disposto il passaggio dal regime di esclusione al regime di esenzione dall’IVA per:
    • le prestazioni di servizi e le cessioni di beni ad esse strettamente connesse effettuate in conformità alle finalità istituzionali a fronte del pagamento di corrispettivi specifici, nei confronti dei soci o tesserati dalle rispettive organizzazioni nazionali;
    • le prestazioni di servizi strettamente connesse con la pratica dello sport o dell’educazione fisica rese da associazioni sportive dilettantistiche alle persone che esercitano lo sport o l’educazione fisica ovvero nei confronti di associazioni che svolgono le medesime attività e che per legge, regolamento o statuto fanno parte di un’unica organizzazione locale o nazionale, nonché dei rispettivi soci, associati o partecipanti e dei tesserati dalle rispettive organizzazioni nazionali;
    • le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate in occasione di manifestazioni propagandistiche dalle associazioni politiche, sindacali e di categoria, religiose, assistenziali, culturali, di promozione sociale e di formazione extra-scolastica della persona, organizzate a loro esclusivo profitto;
    • la somministrazione di alimenti e bevande nei confronti di indigenti da parte delle associazioni di promozione sociale ricomprese tra gli enti le cui finalità assistenziali siano riconosciute dal Ministero dell’interno, se tale attività di somministrazione sia strettamente complementare a quelle svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali e risulti effettuata presso le sedi in cui viene svolta l’attività istituzionale.
  • l’esenzione dall’IVA si applica a condizione:
    • di non provocare distorsioni della concorrenza a danno delle imprese commerciali soggette all’IVA;
    • che le associazioni interessate abbiano il divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge e si conformino ad alcune clausole, da inserire nei relativi atti costitutivi o statuti redatti nella forma dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata o registrata e in particolare:
      1. obbligo di devolvere il patrimonio dell’ente, in caso di suo scioglimento per qualunque causa, ad altra associazione con finalità analoghe o ai fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo e salva diversa destinazione imposta dalla legge;
      2. disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalità associative volte a garantire l’effettività del rapporto medesimo, escludendo espressamente ogni limitazione in funzione della temporaneità della partecipazione alla vita associativa e prevedendo per gli associati o partecipanti maggiori d’età il diritto di voto per l’approvazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dell’associazione;
      3. obbligo di redigere e di approvare annualmente un rendiconto economico e finanziario secondo le disposizioni statutarie;
      4. eleggibilità libera degli organi amministrativi; principio del voto singolo di cui all’articolo 2538, secondo comma, del codice civile; sovranità dell’assemblea dei soci, associati o partecipanti e criteri di loro ammissione ed esclusione; criteri e idonee forme di pubblicità delle convocazioni assembleari, delle relative deliberazioni, dei bilanci o rendiconti; è ammesso il voto per corrispondenza per le associazioni il cui atto costitutivo, anteriore al 1° gennaio 1997, preveda tale modalità di voto ai sensi dell’articolo 2538, ultimo comma, del codice civile e sempreché le stesse abbiano rilevanza a livello nazionale e siano prive di organizzazione a livello locale;
      5. intrasmissibilità della quota o contributo associativo ad eccezione dei trasferimenti a causa di morte e non rivalutabilità della stessa.
    • Le disposizioni di cui ai numeri 2 e 4 non si applicano alle associazioni religiose riconosciute dalle confessioni con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese, nonché alle associazioni politiche, sindacali e di categoria.
  • in attesa della piena operatività delle disposizioni del titolo X del Codice del Terzo settore le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale che hanno conseguito ricavi, ragguagliati ad anno, non superiori a 65.000 euro, possono applicare, ai soli fini dell’IVA, il regime speciale previsto per i contribuenti cosiddetti forfettari.

Quali le conseguenze di tutto ciò? Principalmente:

  • il passaggio dal regime di esclusione a quello di esenzione comporta la necessità di apertura della partita Iva con tutti gli obblighi di fatturazione e registrazione del caso
  • le società sportive dilettantistiche senza scopo di lucro (SSD) costituite ai sensi della Legge 289/2002 sarebbero escluse dall’agevolazione con un notevole ed evidente danno
  • l’esenzione IVA per la somministrazione di alimenti e bevande da parte delle associazioni di promozione sociale opera solo per l’attività svolta nei confronti di indigenti e non di altri

E buon Natale.

Credito attività e spettacoli dal vivo
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